Ricordando le vittime delle mafie: un appello per il nuovo governo

Ricordando le vittime delle mafie: un appello per il nuovo governo

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Proprio in questi giorni tesi per il futuro della Nazione, che ancora attende con ansia una decisione del Presidente della Repubblica, cade il 21 marzo, Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle Mafie, ed è quindi questo il momento adatto per lanciare questo appello: non so chi sarà il prossimo Primo Ministro, non so da chi sarà composto il Governo, ma, a prescindere da tutto, io pretendo che questa diventi finalmente la più importante priorità.

Sì, parlo della lotta alla mafia.

Anche se può sembrare qualcosa di lontano, anche se ci suona come una frase fatta, anche se sembra impossibile, io voglio chiedere una seria lotta alla mafia, che coinvolga tutto il Paese, da Nord a Sud, e che parta dal nostro nuovo Governo, al quale chiedo, a prescindere dalla posizione politica che si troverà a rappresentare, di agire in modo concreto su quelle situazioni che non fanno che promuovere la crescita del potere delle organizzazioni criminali che caratterizzano tanto il Paese da essere diventate, ormai, uno stereotipo, qualcosa che si associa con una scoraggiante facilità all’Italia e agli Italiani.

Penserete che io stia ragionando in maniera troppo astratta, ma non è così, ho bene in mente le azioni concrete di cui parlo.

Voglio chiedere al nostro futuro Governo di favorire l’istruzione e di puntare tutto sui chi è ancora sufficientemente giovane da poter incontrare un modello di scuola funzionante, in cui il classismo, la povertà e la violenza vengano combattuti quotidianamente con mezzi efficaci quali un’istruzione completamente gratuita promossa dallo Stato, condizioni favorevoli date da ambienti sicuri e stimolanti e insegnanti competenti formati adeguatamente, costantemente aggiornati e inseriti in un sistema che li tutela e li valorizza.

Voglio chiedere al nostro futuro Governo di occuparsi di quelle zone del Paese dove la mafia esercita in maniera più palese la sua intollerabile influenza: voglio chiedergli di essere il primo, nella storia di tutti i nostri Governi, a rendersi conto che il Sud Italia è stato abbandonato e che questo abbandono ha causato, favorito e promosso lo sviluppo delle mafie e l’accrescimento del loro potere; voglio chiedergli di ripristinare la parità tra cittadini che ci meritiamo, di attuare azioni serie, mirate, sostenibili e concrete che risolvano problemi drammatici che stanno distruggendo il Mezzogiorno e che hanno contribuito alla perdita di fiducia dei cittadini nei confronti di chi guida il Paese come l’abbandono scolastico, il lavoro precario, lo sfruttamento di troppi lavoratori e ancora più lavoratrici di ogni età che si ritrovano ad accettare compensi miseri e senza la tutela di un lavoro in regola; e poi voglio chiedergli di ricordarsi che la mafia non è solo un affare da sbrigare al Sud, ma esiste anche nelle regioni del Nord e nel resto del mondo. Anche la mafia che abbiamo esportato è un problema che dobbiamo risolvere noi.

Infine, voglio chiedere al nostro futuro Governo di costruire una Nazione di cittadini e cittadine che combattano quotidianamente questo fenomeno orribile, riconoscendo il valore della lotta di ognuno di ess* e di chi ha lottato prima di loro. Voglio che venga fatta sensibilizzazione ovunque, dalla scuola, ai giornali e dalla radio, alla televisione, a internet, voglio che la cultura del Paese cresca, che venga fatta informazione e che venga distrutta una volta per tutte l’omertà che permette alla mafia di agire indisturbata.

Cordialmente,

La Mucca Intellettuale

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