Porno Etico: utopia o necessità?

Porno Etico: utopia o necessità?

IMG_9599Per quanto la sola espressione “porno etico” possa sembrare ossimorica, questa forma di intrattenimento per adulti sta prendendo sempre più piede e si sta facendo apprezzare dal pubblico per il giusto equilibrio tra politically correct e divertimento, fantasia sessuale e realtà.

Forse non lo avete mai notato (anche se mi auguro di avere lettori e lettrici più accorti ed empatici), ma il porno main stream spesso sembra individuare la morale, laggiù in lontananza, e sembra deviarla con decisione e prepotenza… un po’ come faccio io con i testimoni di Geova che puntualmente mi approcciano a Stazione Centrale.

Per quanto ammetterlo porti me per prima a farmi degli esami di coscienza, non possiamo non dire che i contenuti dei video hard più cliccati finiscono troppo spesso per mettere in scena dinamiche di strapotere maschile, condividendo contenuti talvolta razzisti, al limite della pedofilia, con corpi femminili stereotipicamemte attraenti e corpi maschili ridotti a busti e torsi tartarugati.
E per quanto la parte più dionisiaca di me voglia appoggiare l’idea per la quale i film porno dovrebbero rappresentare più o meno ogni tipo di fantasia sessuale, nei confini della legalità, ovviamente, succede che il mio lato informato e socialmente attivo mi trattiene e mi porta a riflettere.

Il punto è questo: checchè ne dica il vostro parroco, sempre più persone guardano film porno e ne guardano sempre di più. Il solo sito di PornHub, secondo una ricerca del 2016, ha calcolato un totale di 64 milioni di visite giornaliere, il 31 per cento delle quali ad opera di millenials tra i 18 e i 24 anni. In parole povere, i siti porno stanno diventando sempre di più un canale mediatico mainstream. Qualcosa che, dunque, in quanto ad autorità e appeal non si discosta troppo dai profili Instagram dei più famosi influencer o dai video degli Youtuber più seguiti. E qui viene il punto: ciò che viene rappresentato dai media, per quanto possiate non rendervene conto, diventa molto spesso la norma e lo diventa molto in fretta. Un esempio, per capirci, possono essere i canoni estetici, o i modi e i termini con il quale ci aspettiamo di condurre i dibattiti politici fino alla terminologia e al linguaggio che utilizziamo quotidianamente nelle situazioni più diverse e disparate.

Per cui, se alla rappresentazione segue così facilmente un processo di normalizzazione, l’idea che coinvolgere una donna nel sesso solo come oggetto di piacere possa diventare la prassi, mi spaventa. Mi spaventa che i ruoli umilianti imposti da ideologie razziste vengano reiterati e mi spaventa la facilità con cui i giovanissimi possono crearsi aspettative illusorie sul rapporto sessuale e su chi lo instaura.

E’ a questo punto che entra in gioco il porno etico, per porre un rimedio e indicare una via di fuga sicura da questo discorso avvilente. Il porno etico non solo assicura che tutto lo staff coinvolto nella realizzazione del film sia ben pagato e consenziente, ma elude anche quelle dinamiche potenzialmente pericolose di cui discutevamo poco fa.
Senza mettere da parte il divertimento, il porno etico si destreggia tra bondage e spanking assicurandosi che i corpi di uomini e donne coinvolti nelle riprese siano più verosimili e rendendo altrettanto realistiche le loro azioni e i loro suoni ( fidati che sta probabilmente godendo anche se non la senti urlare come una tacchina alla viglia del Ringraziamento).

Un altro elemento decisivo del porno etico è l’attenzione riservata al piacere e alla sessualità femminile, troppo spesso ignorati nel porno mainstream a favore dell’appagamento dei viewers uomini ( sebbene un terzo dei consumatori abituali di porno siano donne). A detta di Zoe Williams, autrice e giornalista per The Guardian, “l’atmosfera ( dei video porno etici) rende l’atto più amatoriale e umano – ad esempio, rappresentando corpi molto diversi tra loro, così come lo sono i corpi della vita reale”.
Sempre nello stesso articolo dedicato a questo tema, cercando di spiegare ai lettori in cosa si caratterizzi il porno etico, Zoe Wiliams smentisce l’idea diffusa secondo la quale i porno di questo genere, poiché creati con un occhio di riguardo per il pubblico femminile, dovrebbero essere più tiepidi oltre che più rispettosi. Ma, afferma Zoe “La maggior parte non lo è”. Questa assunzione in poche parole non è che la riprova di quanto poco si conosca della sessualità femminile e delle fantasie delle donne che, vi piaccia o no, sono tutt’altro che tiepide.

Per saperne di più su come fare buon uso del porno, vi rimando al nostro articolo “Io studio su PornHub”.

Il Capybara Femminsita 

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