I cavalieri nel XXI secolo li teniamo in Dungeons & Dragons

I cavalieri nel XXI secolo li teniamo in Dungeons & Dragons

IMG_8837SCENA:
È capodanno e sto festeggiando a casa di amici con un bicchiere di spumante in una mano e gli occhi piantati sui bastoncini del Shangai che il mio compagno ha appena lasciato cadere sul tavolo. Sono lì che già penso al culo che mi dovrò fare per aggiudicarmi il bastoncino da più punti, quando il mio flusso di strategie viene interrotto dall’amico alla mia destra: “Prima le donne: vai Auro, comincia pure”. Lo guardo un po’ interdetta, senza sapere bene cosa pensare…lui mi guarda, si scusa, sottolinea che non voleva essere sgarbato, ma solo gentile.

Okay, ma da quella sera nella mia testa frulla la domanda. “A cosa è dovuta quella gentilezza?”.

E dopo circa tre settimane di ricerche e pare mentali, so darmi una risposta e mi permetto di darla anche a voi: Maschilismo Benevolo.

Partiamo da un’analisi del termine: “Gli item che rivelano il maschilismo ( o sessismo) benevolo”, afferma la Dottoressa Chiara Volpato in “Psicologia del Maschilismo”, “celebrano l’amore romantico o l’interdipendenza intima, sostengono che le donne che accettano i ruoli tradizionali siano esseri meravigliosi, fragili e delicati che hanno bisogno della protezione maschile”.

Correre ad aprirle la portiera della macchina, rifiutarsi di pagare alla romana quando andate fuori a cena o cedere il proprio posto a sedere alla bella signorina appena salita sul tram sono tutte proiezioni di un’’ideologia ben lontana dal pensiero egualitario che dipinge, malinconicamente, la donna come bambolina da accudire.

E, dal momento che studi di specialisti portati avanti in svariate nazioni e su numerosi campioni hanno rivelato come il maschilismo benevolo sia sempre strettamente intrecciato al maschilismo ostile (quello le cui espressioni vorrebbero apertamente giustificare il predominio maschile), non mi sento di fare dell’allarmismo consigliando ai Lor Cavalieri di far caso alle ideologie che li portano a prodigarsi in quel modo davanti ad una donna, perché non sono molto diverse da quelle che, un domani, potrebbero portarli ad appostarsi sotto casa dell’ex fidanzata, perdendo di vista la linea non troppo sottile tra “stalker” e “amante dal cuore spezzato”.

Questo non significa che la prossima donna che si infilerà dietro di voi nella porta del McDonald’s meriterà di sbattere il muso sul vetro infrangibile, of course. Tutto sta nell’imparare a distinguere la “galanteria” (specchio del maschilismo benevolo) e la gentilezza. Tenere aperta la porta o aiutare una persona con dei bagagli pesanti a scendere dal treno sono gesti non solo apprezzati, ma richiesti, a parer mio, ad un cittadino con un briciolo di senso civico e ad un essere umano con il minimo livello di empatia.

Ovviamente questo discorso vale tanto per i nostri amici quanto per le nostre amiche.

Siamo noi donne le prime ad abituarci alle attenzioni che il maschilismo benevolo ci concede dall’alto del suo piedistallo. Riportando ancora una volta le parole di Chiara Volpato, infatti “ In tutti paesi, Italia compresa, gli uomini hanno rilevato punteggi più alti di maschilismo ostile rispetto alle donne, cosa che non si è rilevata per il maschilismo benevolo; si è trovato infatti che le donne tendono ad accettare questa ultima forma, soprattutto nelle condizioni di maggiore disparità […] in tal modo si perpetua però un circolo vizioso: più gli uomini minacciano le donne, più queste cercano rifugio in alcuni di loro”.

Sperando di avervi dato uno spunto di riflessione,

Il Capybara Femminista 

 

 

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