Latte e biscotti con Asimmetrica

Latte e biscotti con Asimmetrica

IMG_0142Oggi ci fermiamo un attimo e riscopriamo insieme a Micaela il valore di un pezzo unico e artigianale, che ha anche il meraviglioso vantaggio di far parte del mercato etico!

1. Parlaci del tuo progetto di “Assimetrica”. Di cosa si tratta e come mai hai scelto questo nome?

Asimmetrica è nata un po’ di tempo fa, quando ho iniziato a fare i miei primi gioielli, per cui nei primi anni del liceo. Nasce come un hobby per soddisfare le mie inclinazioni: mi piace “ fare cose”, prendo continuamente inspirazione da ciò che mi circonda. C’è chi dipinge, chi cuce vestiti…io mi sono specializzata nel produrre collane con materiali di recupero. Voglio sensibilizzare le persone, far capire che il riciclo è importante e voglio far capire quanto valore possono avere i dettagli più piccoli della nostra quotidianità, come un seme di avocado, ad esempio. Voglio soprattutto far capire che “riciclo” non vuol dire “bassa qualità”. Il riciclo, anzi, rende qualcosa ancora più bello, perché si contrappone a ciò che è “spreco”. Il nome me lo ha dato mia sorella *ride*. “Asimmetrica” fa riferimento al fatto che alcuni materiali dei miei gioielli siano riciclati e altri no, ma anche all’imperfezione del gioiello stesso e un po’, ovviamente, riflette la mia personalità! Riflette la mia persona..sono un po’…asimmetrica, sì!

2. Da dove ti è venuta l’idea, da cosa ti lasci ispirare, che materiali utilizzi per realizzare i tuoi gioielli e dove li recuperi?

L’idea è nata un po’ da sola. E’ nata dal sedersi alla scrivania e dal mettersi a creare praticamente da zero. Ho iniziato a guardarmi intorno e a vedere cosa poter usare. La primissima collana che ho fatto con materiali di riciclo è stata una collana con un seme di avocado, perché io AMO l’avocado. Mi incuriosiva la forma e mi sono detta “boh, lavoriamoci su!”. Le prime le regalai per Natale e le persone che le ricevettero ne furono entusiaste, allora continuai e sperimentai con le castagne! I materiali possono essere semplicemente i semi dei frutti che mangio, i bottoni di una camicia, dei gioielli rotti che trovo al baaloon (il famosissimo mercato delle pulci di Torino ndr) o dei pezzi di cuoio…

3. Sulla pagina Instagram del tuo progetto c’è scritto “gioielli realizzati con l’intento di rendere il riciclo prezioso”. Ci sono altre accortezze che ti permettono di sostenere una vita più etica?

Fare gioielli in maniera ecosostenibile mi ha aperto gli occhi su altri modi in cui vivere la mia vita in maniera più consapevole. Non sono mai stata irrispettosa nei confronti della natura, ma sicuramente ora ho aperto gli occhi su tante piccole cose. Faccio più attenzione a quello che mangio e a quanto ne mangio e quindi, anche se non ho scelto di essere completamente vegetariana, ad esempio, mangio meno carne e mi preoccupo di sapere da dove arriva quella che consumo, consapevole che la produzione di carne macellata inquini. Per quanto riguarda i vestiti, cerco di evitare la fast fashion e cerco l’usato e quando fumo ho sempre con me un posacenere portatile in modo da non lasciare i mozziconi in giro. Tutte queste accortezze nascono spontaneamente dal mio hobby: per questo penso che più si cerca di vivere secondo un’etica, più seguirla verrà da se. L’importante è cominciare, anche solo da una piccola cosa. Basta avere consapevolezza.

4. Parliamo della ragazza dietro all’artista, ti va? Chi è Micaela e quali sono i suoi sogni?

Questa è la domanda più difficile del mondo *ride*, perché quando mi viene chiesto di definirmi non ce la faccio mai! Penso di essere una persona caparbia, molto sensibile e spero di trasmetterlo attraverso ciò che faccio, anche attraverso le mie collane. Amo stare con gli altri ed è per questo che ho deciso di fare i mercatini in Cavallerizza (opera architettonica del ‘700, ora diventata centro culturale per artisti e studenti. Ndr). E’ uno spazio che permette tanti scambi tra le persone: non è un semplice mercato perché chi vi partecipa fa una riunione mensile prima di iniziare le esposizioni. Ci sto ritrovando una piccola famiglia e mi sto misurando con altre persone. Diciamo che è un periodo dinamico della mia vita: sto cambiando e mi sto riscoprendo, anche grazie a questi nuovi incontri. Sicuramente il mio sogno sarebbe portare avanti questa mia piccola battaglia di sensibilizzazione. Che sia attraverso collane ora, o in un futuro, magari facendo l’insegnate, sicuramente mi auguro di non smettere di avere questo tipo di scambi.

5. Siamo curios* di sapere come sono i tuoi clienti! Chi acquista più volentieri i tuoi gioielli? Che feedback hai ricevuto fino ad ora?

I miei clienti sono di più svariata natura! La scorsa settimana ho venduto delle collane a delle bambine che mi hanno implorata di poterle provare! Spesso sono ragazze della mia età, ma una volta ho venduto una collana a una signora di 40 anni. La cosa bella è che io vedo le facce delle persone quando si fermano a guardare cose tipo “una collana fatta con una rosa canina essiccata”. Vedo lo stupore negli occhi ed è proprio quello che voglio! Nel momento in cui la gente si ferma a chiedermi informazioni si stupisce che un orecchino possa essere fatto di un determinato materiale piuttosto che un altro; e io Voglio proprio quello: voglio passare dallo stupore per arrivare poi a una riflessione. Ho ricevuto tanti complimenti e sono molto fiera, perché la gente capisce che i miei gioielli sono belli non solo esteticamente, ma anche eticamente!

6. Che messaggio vorresti lasciare con questa intervista e con le tue creazioni?

Quest’ intervista è stata una sfida per me: non facilmente riesco a spiegare bene chi sono e che cosa faccio; di solito metto tutto nei miei gioielli. Non c’è un solo pezzo che io non abbia creato con amore e con coscienza. Con le mie creazioni voglio sensibilizzare le persone ed essere orgogliosa del fatto che una persona che non conosco possa apprezzare tanto quello che faccio, da metterselo addosso! E’ un pensiero che mi fa smattare! É qualcosa che mi rende estremamente fiera, poter dire con ciò che faccio con le mie mani “Gente, fate attenzione a ciò che avete attorno!”. Voglio far star bene, perché indossare una collana che ti piace e che ti fa sentire “tu” è anche questo.

Grazie, Mica!

Non scordatevi di curiosare sulla pagina Instagram di Asimmetrica!

http://instagram.com/asimmetrica_

 

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