Da grande sarò Emma Watson

Da grande sarò Emma Watson

IMG_3155Non fate i sorpresi, perché non ci credo che non vi aspettavate un articolo dedicato a lei. Lei che quando avevamo sette anni o poco più ci ha insegnato come difenderci dagli orchi e  come tenere correttamente in mano una bacchetta. Lei che per me è stata #lifegoals ancora prima di uscire dalla prepubescenza, lei che ora incarna gran parte di ciò in cui credo. Lei che ha riconosciuto di avere una voce e un’intera generazione pronta ad ascoltarla. Lei che non si è tirata indietro ed è diventata il mio supereroe, la mia paladina, la mia ispirazione.

Emma Watson nasce il 15 Aprile del 1990 a Parigi, dove vive per quasi cinque anni prima di trasferirsi in Inghilterra per diventare poi la streghetta più saccente e altruista che la letteratura abbia mai partorito. Nel 2001 è già sui maxi schermi con Harry Potter e la Pietra Filosofale nel ruolo della Ben nota Hermione Granger (che interpreterà fino al 2011). Nel 2013 la ritroviamo in un altro di quei film che hanno segnato la nostra generazione: “Noi siamo infinito”. Un film che parla di libertà, di regole e di crescita, di omosessualità e di primi amori. È nel 2014, però, che arriva la svolta decisiva che cambia l’immagine pubblica di questa meravigliosa, giovane donna.

Il 7 luglio 2014 Emma Watson viene infatti nominata Goodwill Ambassador, ambasciatrice di buona volontà, dall’UN Women, l’organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della parità di genere e del ruolo delle donne nel mondo. Da quel momento Emma è diventata un’icona. Gli abiti che indossa provengono solo dal mercato sostenibile e i suoi accessori sono spesso prodotti di associazioni benefiche che valutano la manodopera delle donne del sud del mondo. Una laurea in letteratura inglese e due piedi ben saldati a terra l’hanno fatta diventare un esempio da seguire per chi, come me, ancora sgomita verso la laurea, e la sua iniziativa “Our Shared Shelf” ovvero “la nostra mensola condivisa”, sprona giovani di tutto il mondo a leggere libri contemporanei, dal sapore poetico e rivoluzionario. Tra i titoli consigliati ci sono classici come “Il colore viola”, ma anche nuovi capolavori come “Women who run with the wolves”.

Con il suo celeberrimo discorso (la cui versione online è stata vista milioni e milioni di volte) tenuto presso l’ONU per il lancio della campagna #HeForShe, Emma passa alla storia dando finalmente un volto al femminismo Intersezionale di quarta generazione. In quell’occasione, rivolgendosi con schiettezza al suo uditorio, Emma descrive la realtà che l’ha circondata fin da piccola: una realtà per lo più fatta di “ambasciatori involontari” di quei valori che il femminismo alimenta, ma fatta anche di sessismo e misoginia. Emma parla con passione e con tenacia e lancia un messaggio positivo: cambiare le cose è possibile, ma bisogna unire le forze!

<<Uomini, vorrei cogliere questa opportunità per farvi un invito formale. La parità di genere è anche un problema vostro. Perché fino a oggi ho visto il ruolo in famiglia di mio padre considerato meno importante dalla società, nonostante da piccola avessi bisogno della sua presenza tanto quanto quella di mia madre. Ho visto giovani uomini affetti da malattie mentali, incapaci di chiedere aiuto per paura di apparire meno “maschi”[…] Non si parla molto spesso di come gli uomini siano imprigionati negli stereotipi di genere che li riguardano, ma vedo che lo sono. E quando se ne saranno liberati, le cose cambieranno di conseguenza anche per le donne. […] . Se gli uomini non devono essere aggressivi per essere accettati, le donne non si sentiranno in dovere di essere sottomesse. Se gli uomini non devono avere il controllo per sentirsi tali, le donne non dovranno essere controllate. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini che le donne devono sentirsi liberi di essere forti: è tempo di pensare al genere come uno spettro, e non come a due insiemi di valori opposti. Se smettiamo di definirci l’un l’altro in base a cosa non siamo, e cominciamo a definire noi stessi in base a chi siamo, possiamo essere tutti più liberi.>>.

Grazie Emma.
Love you,

Il Capybara Femminista

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