Insieme per la Pace

Insieme per la Pace

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Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale della Pace.

Quando ho saputo di questa giornata, ho fatto quello che faccio ogni volta che scopro una nuova ricorrenza ufficiale: ho cercato il sito dell’ONU e, tentando di trattenere le lacrime che esprimevano un misto di orgoglio e commozione, ho letto quello che ha dichiarato l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in merito al Diritto dei Popoli alla Pace. Nella Dichiarazione c’è scritto che “tutti i popoli della Terra hanno un Sacro Diritto alla Pace” e che è Sacro dovere degli Stati garantire che venga rispettato, soprattutto per quanto riguarda il rischio dello scoppio di una guerra nucleare.
Ho riflettuto a lungo su queste parole e le ho trovate profondamente giuste.
Questo è bastato per causarmi una rabbia incontenibile nei confronti di quegli Stati, di quelle organizzazioni, di quei gruppi e di quelle persone che le stanno ignorando, violando, così, i diritti umani fondamentali di migliaia di popoli e individui in tutto il mondo.
È piuttosto difficile da processare come pensiero, perché in Italia e, più in generale, in tutto l’occidente, non sentiamo vicino il problema della guerra, ma ci capita spesso di leggere titoli riguardanti minacce nucleari, attacchi, morti, armi, fuga, accoglienza, instabilità e paura. E poi, appena ci sorprendiamo a distrarci da ciò che accade in luoghi e situazioni che percepiamo come lontanissimi e ad abbassare la guardia, ci raggiunge il panico degli attentati terroristici. Se siamo fortunati, ne sentiamo solo la notizia, a volte sopravviviamo, a volte no.

Quando penso alla guerra mi vengono in mente due cose: da una parte un capitolo di storia chiuso e superato dal quale non ci resta che imparare il più possibile; dall’altra i conflitti attuali, che sento così lontani e complessi, forse perché sono contemporanei alla realtà che vivo, forse perché non ho mai sentito davvero il bisogno di sforzarmi per comprenderne le cause. E penso che questo capiti a molte persone, perché difficilmente siamo portati a guardarci intorno nel momento in cui ci sentiamo sicuri e questo è normale, è perfettamente umano. Ma non ce la faccio a non puntare il dito contro tutte quelle politiche, quegli slogan, quegli atteggiamenti e comportamenti che creano popoli egoisti e chiusi, perché so che alla base di questa universale ignoranza mista a indifferenza in materia di conflitti mondiali che vedo costantemente espressa c’è una tendenza, mai superata qui in occidente, di non considerare grave un problema, un pericolo che non ci tocca, ma che tocca un’altra parte del mondo, dove vivono persone che a volte facciamo fatica a considerare tali, che tramandano culture che noi definiamo “esotiche”, come a privarle del valore che hanno perché le pensiamo come qualcosa di meno rispetto alla nostra.

Perciò, penso che in questo momento più che mai ricordarci del valore della pace sia diventato estremamente fondamentale.

Ecco perché concludo con un appello.

I gruppi Women’s March di tutto il mondo si stanno mobilitando per manifestare in favore della pace nella giornata di giovedì e anche Women’s March Milano ha deciso di fare la sua parte.

Giovedì 21 settembre, ci troverete in Largo Cairoli, Beltrami, a Milano.
Se volete partecipare, vestitevi di nero e portate con voi un fiore bianco, ricordandovi di attaccare al suo stelo un messaggio di pace.
Leggeremo la Dichiarazione di Pace scritta da Women’s March sia in italiano che in inglese, daremo spazio ai gruppi partecipanti affinché raccontino il loro impegno nel favorire il rispetto della dignità, della parità e della giustizia, che sono i temi centrali di quest’anno.
Dopo esserci ascoltat* a vicenda, ci scambieremo i fiori.

Spero davvero di vedervi!

La Mucca Intellettuale

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