Allah Loves Equality

Allah Loves Equality

IMG_4449Circa una settimana fa, esattamente il 25 Luglio, questa giovane Capybara ha avuto l’immenso privilegio di intervistare (e di andare a mangiare una pizza con) Wajahat Abbas Kazmi, aka Il fondatore dell’ormai celeberrimo “Allah Loves Equality”. Quel giorno l’intervista è stata fatta in inglese: il Capybara era infatti in veste di core member di Women’s March Milano, ingaggiata da Women’s March Global che ci ha ospitati in una diretta Facebook sulla loro pagina ufficiale. Consapevoli che l’inglese sia ancora oscuro per alcuni e convinte che il messaggio di Wajahat valga la pena di essere letto e diffuso, abbiamo tradotto per voi l’intervista del 25!

Capybara: Salve a tutti e benvenuti! Sono Aurora di Women’s March Milano e sono qui per Women’s March Global con Wajahat, uno degli uomini e degli attivisti migliori che io abbia mai incontrato. Dunque, Wajahat, per favore presentati e dicci qualcosa sul tuo progetto “Allah Loves Equality.”

Wajahat: Grazie mille e grazie mille per avermi invitato. Il mio nome è Wajahat Abbas Kazmi, vengo dal Pakistan, vivo in Italia da sedici anni e sono un attivista per I diritti LGBT. Allah Loves Equality è uno dei miei progetti che vogliono creare più consapevolezza riguardo all’omosessualità nel mondo musulmano.

C: Dimmi, per favore, qual è la tua principale ispirazione e come tutto è iniziato.

W: Due anni fa quando ho fatto coming out con la mia famiglia e I miei amici e mi sono dichiarato un gay musulmano, c’è stata una sola domanda che tutti mi facevano: “puoi essere gay e musulmano allo stesso tempo?”. Questa è stata la mia ispirazione. Questa campagna è sostanzialmnte la risposta a quelle persone che si chiedono se è possibile essere gay e musulmani. Voglio che sappiano che Allah, Dio, è in noi e ci ha fatti così come siamo. Per cui la risposta è molto semplice: “Sì, puoi essere gay e musulmano”.

C: Nel video promozionale della tua campagna tu chiedi , appunto “puoi essere gay e musulmano?” e la tua ripsosta è “sì”. Cosa hai da dire a chi non è d’accordo?

W: A chi non è d’accordo dico che dovrebbe cambiare il modo in cui pensa all’Islam. L’Islam per alcune persone è la religione della violenza, ma per molte altre è la religione della pace. Quindi, scegliete il lato positivo di questa religione. Quello che ci dice che è una religione di accoglienza e tolleranza. Tutte le religioni ci danno un messagio di pace, così come l’Islam. Le persone devono solo trovare il lato positivo dell’Islam e quella flessibilità che rende più semplici le nostre vite.

C: Per parlare un po’ più in generale: qual è la situazioe attuale per la comunità LGBT in Pakistan e in altri paesi a maggioranza musulmana?

W: Beh, io preferisco parlare del Pakistan, perchè è il mio paese e lo conosco meglio. Dopo l’11 settembre, quando il Pakistan è stato vittima della guerra tra America e Afghanistan e quello scenario di terrorismo, ora il Pakistan è un paese in via di sviluppo. Ma, dopo molti anni, a causa dell’influenza che la religione ha su questo sviluppo, è ancora molto difficile parlare della propria sessualità. Viene percepita come qualcosa di molto personale, come un tabù. Ma, c’è da dire che in Pakistan avere rapporti sessuali con persone del sesso opposto è molto difficle. Bisogna aspettare fino al matrimonio. Avere rapporti con lo stesso sesso è invece molto più semplice. Quindi le persone sanno cos’è l’omosessualità, non è una sorpresa essere gay in Pakistan, ma non è comunque accettato esserlo apertamente. Si stanno facendo dei progressi, ma la strada è ancora lunga.

C: Dunque la legge non è apertamente contro l’omosessulità?

W: Abbiamo la legge 377, presa dagli inglesi, che è contro l’omosessulità, ma nonostante ciò, nella società c’è un po’ di tolleranza, a meno che tu non vada lì fuori a dire “ah sì! Io sono gay!”, questo non è possibile nei paesi musulmani. Sostanzialmente si tratta di mancanza di sensibilità culturale, ma sono sicuro che la nostra campagna Allah Loves Equality possa portarne un po’.

C: Puoi condividere con noi alcune storie di donne che fanno parte della comunità LGBT? Pensi sia difficile per loro fare coming out?

W: Riguardo alle donne devo dire che sfortunatamente le persone non sono consapevoli delle relazioni tra lesbiche come lo sono di quelle tra gay. Le donne in Pakistan stanno ancora combattendo per il diritto all’istruzione, al lavoro…Malala è un grande esempio in questo…per cui non voglio dire che le donne abbiano altri problemi aldilà dell’omosessualità, ma sicuramente stanno già combattendo le loro battaglie per gli aspetti più quotidiani delle loro vite. Anche per questo le relazioni tra lesbiche non sono note quanto quelle tra gay, ma ci sono alcuni casi che fanno eccezione. In particolare, attraverso il nostro documentario intervisteremo una coppia lesbica. Saranno le prime donne lesbiche a parlare davanti ad una telecamera della loro vita in Pakistan, per cui sono davvero emozionato di intervistarle!

C: C’è una domanda che sono sicura stia molto a cuore a tutti, ovvero come possiamo aiutare te e il tuo progetto?

W: Allah Loves Equality è una campgna nata in modo molto semplice, ci potete trovare e contattare anche cercando il nostro hashtag #AllahLovesEquality, per vedere tutte le foto del nostro manifesto color arcobaleno che riporta anche tutti I simboli dell’Islam. Quando tutto è iniziato, due anni fa, volevamo solo dare più visibilità ai gay musulmani. Il pimo passo è stato affermare la nostra esistenza, rompere I muri del silenzio. Due anni fa ero l’unico al Pride con il cartello di Allah Loves Equality, ma quest’anno eravamo più di dieci. Questo per dire che stiamo già portando del cambiamento attraverso la positività. Non ho mai cercato di criticare l’Islam, ho sempre solo sottolineato I suoi aspetti migliori e questi, mescolati alla mia personalità, rappresentano il messaggio che ho per il mondo. Ora, Allah Loves Equality sta per diventare un documentario intitolato “Allah loves equality ¬ Can you be gay and muslim?” che inizierà le sue riprese molto presto, in Pakistan. I miei amici e la mia famiglia ancora non capiscono a pieno cosa io stia fecendo, ma sono sicuro che di questo passo, presto mi accetteranno per quello che sono. Chi di voi volesse aiutarci, può fare una piccola donazione attraverso I link che trovate sulla nostra pagina Facebook.

C: Grazie, Wajahat! Ovviamente anche Women’s March Milan e Women’s March Global condivideranno I link per supportare Wajahat e il suo progetto.

Pronti a fare la cosa giusta? Ecco il link della raccolta fondi! Ogni contributo conta, e anche ogni condivisone!

–> http://sostieni.link/14720

Il Capybara Femminista

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