Gaycation

Gaycation

WhatsApp Image 2017-07-13 at 13.48.34L’estate è cominciata ormai da un pezzo e immagino (vi prego ditemi che non sono l’unica) che alcuni di voi, come me, non abbiano ancora avuto l’occasione di fuggire dall’afa cittadina e dalla sudata e appiccicosa cappa di calore che luglio, ogni anno, ci offre in dono. Beh, c’è poco da fare, sappiamo tutti che in queste situazioni la soluzione è una sola: chiudersi in casa, con l’aria condizionata a palla, possibilmente succhiando ghiaccioli (ho detto ghiaccioli!) e facendo indigestione di serie TV. Se avete già spolpato il vostro Netflix e non sapete su cosa far ricadere la vostra scelta, permettete al Capybara di darvi un consiglio: GAYCATION!

Esatto, come avrete intuito il titolo è la fusione di due parole inglesi molto note: “gay” e “vacation”. Penso che anche senza spiegare nei dettagli di cosa si tratti, qualsiasi sia l’idea che vi siate creati in mente al solo sentire queste parole, la voglia di cercare illegalmente in streaming il primo episodio sia venuta a tutti. Ma, se mi fermassi qui non ci sarebbe un articolo e la Mucca Intellettuale se la prenderebbe con me, per cui eccomi a svelarvi un paio di segreti su questa giustissima e validissima serie.

Gaycation è una serie di documentari suddivisi in diversi episodi, a formare un totale di due stagioni, che è stata originariamente concepita quando Spike Jonze, co-presidente di Viceland, si rivolse a niente poco di meno che a Ellen Page in cerca di ispirazioni e possibili idee spettacolari per il nuovo canale televisivo; Ellen, che all’epoca, ovvero nel 2016, aveva fatto coming out ormai da tre anni, suggerí di girare uno spettacolo di viaggio con una prospettiva LGBT. Jonze accolse di buon grado l’idea, avendone riconosciuto la genialità ed Ellen riuscì anche a coinvolgere nella iniziativa Ian Daniel, un giovane uomo gay, suo carissimo amico e talentuoso curatore d’arte per numerosi spettacoli teatrali.

L’avventura ha inizio e gli episodi di Gaycation ci permettono di stare al passo con Ellen e Ian. Episodio dopo episodio, i due amici girano il mondo per scoprire come se la passano gli LGBT dei diversi paesi. Dal lontano Giappone dove pittoresche aziende offrono amici in affitto per supportare i giovani nel momento del coming out con le famiglie, a Rio De Janeiro, capitale di uno dei paesi con il più alto tasso di omicidi causati dall’ omofobia, fino alla Jamaica, paese noto per la sua ostilità verso gli LGBT, per esplorare come le comunità gay della zona sono percepite, per tornare poi negli Stati Uniti affrontando sia i progressi che le battute d’arresto del movimento LGBT.

Gli episodi scorrono veloci affrontando varie tematiche, interrogando persone del luogo, riportando storie spesso toccanti e permettendoci di vivere il tutto dall’ottica di Ian e Ellen che condividono l’esperienza con la voglia di imparare, di essere di supporto, di informare e, ovviamente, di cambiare le cose. Perché ne abbiamo tutti bisogno.

Mi raccomando, non fatevi sfuggire l’occasione! Al giorno d’oggi non capita spesso di avere l’occasione di guardare aldilà del proprio naso.

Il Capybara Femminista

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s