Tucomingout #5 Se sono gay mi puoi palpare (?)

Tucomingout #5 Se sono gay mi puoi palpare (?)

IMG_3711“Eh si sa, voi omosessuali siete molto più promiscui”
Me lo dice una mia amica mentre facciamo aperitivo davanti a due bicchieri di vino, il mio bianco, il suo rosso. Le ho appena raccontato che nel week-end un tipo sconosciuto ci ha provato con me, e nonostante io lo rifiutassi chiaramente, si è comunque permesso di darmi una bella palpata ai glutei e di dirmi nell’orecchio delle cose che, a ripeterle, farebbero arrossire chiunque.

“Eh si sa, voi omosessuali siete molto più promiscui”
Lo dice alzando gli occhi al cielo, un po’ come quando si dice una verità sacrosanta o una di quelle famose lezioni di vita che si acquisiscono empiricamente. Lo dice come se non le stessi raccontando niente di nuovo, come se la cosa non avesse potuto nemmeno lontanamente darmi fastidio.
“Scusa, pensa se fosse successo a te?”
Mi guarda attonita, ci pensa un attimo. Aggrotta le sopracciglia, storce la bocca, cercando di paragonare due situazioni che nella sua mente sono totalmente opposte e inconciliabili.
“Non è la stessa cosa”, dice.
Provo a chiederle il perché. Mi risponde che lei è una donna, che io sono uomo e gay, che per definizione andrei con chiunque pur di “farlo”. Se portassi la conversazione a un livello più profondo, scavando nei perché delle sue affermazioni, so che troverei il vuoto. Il pregiudizio si autoalimenta, non ha bisogno di alcuna giustificazioni. Il pregiudizio arriva preconfezionato dal passato, e non importa chi tu sia o quanto tu sia razionale: se è ben radicato, estirparlo è un’impresa ai limiti dell’impossibile.

I pregiudizi esisteranno sempre, sono insiti nella natura umana. Perché la mia amica non è una stupida, semplicemente le “hanno sempre detto così”, e questa è la motivazione più difficile di tutte da contrastare, perché salta a piè pari la logica.
Allo stesso tempo è un errore arrendersi al pregiudizio non dicendo niente o, ancora peggio, conformandosi ad esso. E’ il problema della pulce nell’orecchio: ci sforziamo di essere noi stessi, ma i giudizi a priori sono sempre lì a cercare di ricordarci che no, noi siamo “questa cosa qui”, è impossibile cambiare.

Beh non è vero. E’ a questo che serve la cultura, è a questo che serve il futuro. L’informazione può trasformare il pregiudizio, il futuro può cancellarlo. E’ un processo lungo, complicato, ma è un processo concreto. E’ una rivoluzione pacifica, lenta ma costante, ed è in atto proprio in questo momento. L’idea dell’omosessuale medio è stata trasformata completamente già rispetto a trent’anni fa, attraverso media, televisione, social e cinema, per fare degli esempi. La cultura da una voce a chi non ce l’ha, e in un periodo come il nostro da a questa voce una risonanza mondiale. Non dobbiamo lasciare che le persone continuino a pensarla in un modo solo perché hanno sempre sentito dire così. Non permettiamo più al pregiudizio di radicarsi. Perché un finocchio può fare sesso con chi vuole, oppure innamorarsi.
Non chiudiamoci a riccio: ai posteri, lasciamo le nostre voci orgogliose. E’ la cosa migliore che possiamo fare.

il Suricata Dissidente

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