Da grande sarò Kami Sid

Da grande sarò Kami Sid

IMG_3681È il giorno dopo il Pride di Torino, evento a cui ho preso parte con grande entusiasmo e altissime aspettative, tutte ampiamente soddisfatte, e, vista l’occasione, non potrei parlarvi di nessuno se non di lei: Kami Sid.

Pakistana, prima modella transessuale del suo paese, attivista LGBT: Kami Sid sta rompendo le barriere dettate dal pregiudizio e dall’ignoranza, celebrando la bellezza trans uno scatto dopo l’altro.

Kami, con una laurea in business studies, è riconosciuta in tutto il mondo per le sue affermazioni piene di forza e giustizia. Ricordando a tutti che il genere non si definisce da ciò che hai tra le gambe, ma da quello che sentì di avere dentro, Kami ha pronunciato una delle sue più potenti dichiarazioni rispondendo a tono ad una giornalista dicendo:” Noi non siamo un terzo genere sessuale. Non esistono primi o secondi generi. Lei è una donna, dunque a che posizione si collocherebbe?”

Kami si batte per i diritti delle e dei trans del suo paese e del mondo. Per sensibilizzare le comunità alle tematiche LGBT, Kami ha parlato in diversi eventi, è stata intervistata molte volte dalle riviste di tutto il pianeta, ed ha collaborato niente popo di meno che con la BBC nel documentario “How Gay Is Pakistan?” L’anno scorso, Kami, ha raggiunto una fama ancora più globale dopo aver realizzato un fantastico progetto fotografico con lo stilista Karachi Waqar J. Khan, il fotografo Haseeb M. Siddiqi e il truccatore Nighat Misbah.

Il progetto vuole rappresentare una mossa decisiva verso la fine della transfobia, specialmente in Pakistan dove questa rappresenta una vera piaga sociale.
Solo l’anno scorso il numero di incidenti di violenza segnalati contro la trans community del Pakistan è stato allarmante. In particolare, nel maggio 2016, una donna trans di 23 anni, Alisha, è stata uccisa. Arrivata all’ospedale, ferita e sanguinante dopo un’aggressione a sfondo transfobico, non solo è stata umiliata dallo staff, ma le sono anche stati negati i trattamenti che avrebbero potuto salvarle la vita. Come se ciò non fosse già abbastanza raccapricciante, negli ultimi mesi i video degli assalti sessuali dei transessuali pakistani hanno fatto il giro del mondo attraverso Internet, che spesso per le donne trans si rivela l’unico mezzo di denuncia. Per sottolineare la profondità del rischio che la trans community sta vivendo, ricordiamo anche che più di 45 pakistani transessuali sono stati uccisi lo scorso anno nella sola provincia settentrionale del paese.

Kami non si sta lasciando intimidire dagli ostacoli, e solo per questo potrebbe costituire un enorme esempio da seguire. Si impegna ogni giorno per abbattere i limiti che la società pakistana ha imposto ai cittadini trans, una posa alla volta.
#everybodyisbeautiful

Il Capybara Femminista

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