48 anni di orgoglio

48 anni di orgoglio

IMG_3632Ormai il Tucamingo non sa più come dirvelo: siamo nel mese del Pride! Vi abbiamo già consigliato di vedere il film omonimo dell’evento nell’ultimo episodio del Tucamingo nel paese delle meraviglie e vi abbiamo già spronato affinché prendiate parte alle parate che nelle prossime settimane coloreranno il Paese dei toni arcobaleno. Detto ciò, a ridosso del Pride di Torino (17 Giugno) e della Pride Week che si svolgerà a Milano (dal 19 al 24 Giugno) sento il dovere di fare un po’ di sana informazione e, soprattutto, di ricordare un personaggio che, pur essendo tra le prime i primi organizzatori del Pride, rimane spesso poco noto.

Molti di voi già sapranno come tutto ebbe inizio, ma per chi si fosse perso un frammento di storia, ecco un piccolo riassunto. Era il 1969: all’epoca era ancora illegale per le persone LGBT incontrarsi in luoghi pubblici e l’omosessualità era ancora classificata come un disturbo mentale per cui i membri della comunità LGBT venivano internati in centri psichiatrici dove venivano sottoposti alla terapia elettroconvulsiva. Nonostante il clima ostile, lo Stonewall Inn, un bar situato nel quartiere West Village di Manhattan, era sempre pieno della sua tipica clientela LGBT-friendly. La polizia era consapevole del fatto che le persone LGBT frequentassero il bar e questo causava incursioni decisamente frequenti. Come potrete immaginare, si trattava di incursioni durante le quali i poliziotti non si facevano scrupoli a impiegare maniere violente e brutali, e tanto meno si facevano scrupoli a lasciare lo Stonewell con persone in manette.

Il 28 giugno 1969, tuttavia, dopo l’ennesimo tentativo, da parte della polizia, di svuotare il bar, gli LGBT hanno combattuto, dando il via, con la loro resistenza, a tre giorni di rivolte e di proteste che hanno segnato la nascita del movimento dei diritti LGBT che conosciamo oggi.

La parte forse più oscura della storia è quella che riguarda la paladina misteriosa che menzionavo poco fa. Un mese dopo gli scontri, infatti, fu la bisessuale attivista Brenda Howard ad organizzare una marcia su Christopher Street per commemorare gli eventi appena passati. Un anno dopo, proprio alla Howard venne data la responsabilità di organizzare la prima Pride Parade, oltre a quella di realizzare una serie di eventi che avrebbero celebrato l’orgoglio LGBT per un’intera settimana, dando vita dunque al “pride festival”. La Howard, quindi, non solo ha dato forma al mese del Pride così come lo conosciamo oggi, ma fu anche una determinata attivista, citata per il suo impegno in supporto al femminismo, contro le guerre e la violenza e più in particolare a favore delle cause bisessuali.

Sperando che i racconti delle azioni degli attivisti e delle attiviste del passato vi abbiano fatto venire voglia di scendere in pizza in nome dell’uguaglianza, della giustizia e dei diritti umani, vi do appuntamento al Pride di Torino questo sabato e a quello di Milano settimana prossima! Mi raccomando, non mancate!

Il Capybara Femminista

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