Da grande sarò Alicia Garza

Da grande sarò Alicia Garza

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Siamo nel mese del Pride, non potrei scegliere un’altra donna.

Alicia Garza è un’attivista americana, nera e queer che lotta contro tutte le forme di discriminazione e per la parità tra generi ed etnie. In particolare, è impegnata nella battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone transgender e gender-queer, per il diritto alla sanità negli Stati Uniti e per i diritti degli studenti ed è cofondatrice del movimento Black Lives Matter.

E qui si potrebbe chiudere perché è già abbastanza evidente quanto questa donna sia fondamentale per garantire un progresso alla società, ma io ci tengo a spiegare che impatto hanno le sue azioni sulla storia dell’umanità.

Negli Stati Uniti, le persone nere vivono nel terrore a causa dei violenti attacchi dei poliziotti bianchi alle comunità afroamericane. Si sono verificati più volte episodi di sparatorie e uccisioni di persone disarmate e, molto spesso, del tutto innocenti da parte delle forze dell’ordine nei confronti di persone con la pelle scura, alle quali è stato riservato questo orribile trattamento, mentre, nelle stesse condizioni, uomini e donne bianche sono state trattate da persone e da cittadine con dei diritti.

Da questo clima di terrore nasce il movimento Black Lives Matter, che punta a sensibilizzare il Paese e il mondo per quanto riguarda questo problema, con lo scopo di risolverlo, abbattendo il pregiudizio etnico che rende le persone afroamericane vittime di un sistema giudiziario che non si è ancora liberato del razzismo. (Per chi fosse interessat* a dati, ricerche e spiegazioni di carattere psicosociale di questi fenomeni, fatemi un fischio).

Alicia ha, perciò, preso parte a numerose manifestazioni, marce e atti di protesta contro questi atti di violenza, ma, nel nome dell’intersezionalità, si è impegnata anche nell’abbattimento dei pregiudizi nei confronti di omosessuali e transgender, nell’ottenimento di diverse nuove possibilità per studenti, studentesse e giovani (come il trasporto pubblico gratuito a San Francisco) è stata leader del movimento POWER (People Organized to Win Employment Rights), battendosi per i dritti dei lavoratori e delle classi meno agiate ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo inarrestabile attivismo.

Dunque, visto che siamo nel mese del Pride, non dico che dobbiamo dichiarare guerra ai poliziotti bianchi, ma capite cosa intendo se dico che è assolutamente il modello più adatto da seguire.

Quindi, sperando di avervi ispirate e spinte all’attivismo, certa che, dopo questo articolo, abbiate tutte voglia di partecipare, vi auguro buon Pride!

La Mucca Intellettuale

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