Baffi e bikini: outfit on point

Baffi e bikini: outfit on point

IMG_3493Se siete dei lettori abituali del Tucamingo, avrete ormai capito che la maggior parte dei nostri articoli prende spunto dalle nostre esperienze, dalle situazioni in cui veniamo coinvolte e dalle scene che viviamo quotidianamente. Beh, la scena che ho vissuto l’altro giorno non mi ha lasciato dubbi: parlarne sul blog sarebbe stata cosa buona e giusta.
Scena: Torino, ore 11, sono sull’autobus che dall’università mi porta verso casa, in compagnia di una delle più adorabili amiche che potessi volere. L’amica in questione, rispettando le tradizioni della pagina, la chiameremo “La Lontra Esoterista”.

Lontra: “[…] sono piuttosto fiera dei miei baffi da messicano. E poi hai visto la foto che ho postato ieri con Rodino (aka il suo topo domestico)? I nostri baffi riflettono la luce allo stesso modo!”
Capybara: “Oddio che tenerezza! […] Io mi sono depilata l’altro ieri dopo tre settimane…con la sessione esami ho ben altre priorità!”
Tizio sconosciuto a poca distanza da noi: * ci guarda con espressione persa e vuota, come se stesse mettendo in discussione il suo universo mondo. Il cervello proiettato probabilmente sul lontano Messico. *

All’inizio mi sono quasi sentita in colpa. Dovevamo aver spezzato il cuore a quel poverino. Poi ho cominciato a pensare in modo più attento alla sua reazione, al nostro discorso e, ovviamente, ai ruoli di genere. Quando si parla di ruoli di genere, si parla, tra le altre cose, delle aspettative che l’ambiente socio-culturale in cui viviamo proietta sugli individui in base al loro genere apparente. Il problema è che queste aspettative sono spesso dettate da consuetudini ormai fuori luogo, sorpassate e non aggiornate. Non c’era infatti niente di strano, in teoria, nell’esprimersi ironicamente sui cosiddetti “peli superflui”, ma la società in cui viviamo ci dice che, se sei donna, non è un argomento su cui scherzare! I baffetti sono il nemico, i peli sotto le ascelle sono la peste e quelli sulle braccia sono l’ebola! Non c’era niente di male, in teoria, nel mettere al primo posto il mio andamento accademico, ma la società che ci circonda ci dice che no, noi donne non dovremmo avere ambizioni, e nel caso in cui desiderassimo uscire dalla cucina, ovviamente non possiamo tralasciare alcun dettaglio del nostro aspetto fisico: da noi ci si aspetta la perfezione…la perfezione più superficiale possibile.

Questo stesso processo si ripete irrimediabilmente in moltissime circostanze. Ce lo portiamo addosso, ci si è incrostato nella testa e ha infestato la vita di tutti i giorni. Ecco dunque che con l’alzarsi delle temperature e l’arrivo della bella stagione ogni stramaledettissimo video di YouTube è introdotto dalle pubblicità dei più pittoreschi silkepil presenti sul mercato. Ecco che cominciamo a sentire pronunciare in ogni dove quelle oscure parole che ci perseguitano ogni anno, a cominciare da Pasqua fino all’autunno: “Prova Costume”. Le donne si disperano e le riviste ci ricordano che facciamo bene! Dobbiamo sentirci in difetto se il nostro culo è piatto e la nostra pancia no. Dobbiamo fare qualcosa, in fretta e correre ai ripari. E se il digiuno e la palestra non hanno risolto in tempo le disgrazie del tuo fisico umano, beh…non ti resta che coprirti e nasconderti.

Qualche mese fa avrei detto che tutta questa ipocrisia mi ha stancata. Mi sarei arrabbiata, avrei dimostrato frustrazione e disagio, e avrei maledetto questa assurda forma mentis che ci dice che come siamo fuori è mille volte più importante di chi siamo dentro. Ora sono in realtà molto divertita. Basta pensarci per capire quanto tutto questo sia assurdo, basta guardarsi intorno per capire quanto sia presente e basta parlare di peli su un autobus per far scandalizzare le persone.

Date retta al Capybara: Quest’estate, fate la lista dei libri da leggere, non quella dei cibi da eliminare.

Il Capybara Femminista 

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3 thoughts on “Baffi e bikini: outfit on point

  1. le donne salvo disfunzioni ormonali sono meno pelose degli uomini. Non si tratta di “perfezione” e occuparsi del proprio aspetto estetico non è superficialità, è una cosa giusta e legittima che uomini e donne fanno chi più chi meno, per se stessi e per il prossimo ed è una scelta libera. Poi ognuno fa come vuole, ma depilarsi non toglie necessariamente tempo allo studio o alle ambizioni professionali. Una donna (o un uomo) che si depila per motivi estetici, per andare al mare eccetera non sta abdicando alla propria libertà, è persona libera e consapevole come chiunque altro, non è schiava delle aspettative sociali e può comunque avere successo negli studi e sul lavoro. E quanto alla “prova costume”, ognuno ha il diritto di andare al mare come vuole (e anche far palestra per tonificare il corpo se si è normopeso o per dimagrire e si è molto grassi è una scelta libera e male non fa), basta accettare il fatto che esiste ed esisterà sempre molta gente con un corpo, formoso o snello, (nè ossuto nè obeso) più bello del nostro, e quelli più bellocci sono anche gente comune che non digiuna (cosa che non fa bene) e non fa palestra ogni giorno (che invece farebbe bene a tutti) ma ha semplicemente vinto la lotteria genetica. quello che dico vale per uomini e donne: ci sono semplicemente persone fisicamente più belle, che sono nate così anche senza fare palestra (e se la fanno partono comunque da una buona base)ma tutti possiamo piacerci e andare al mare

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    1. Non cancello il suo commento solo perché mi serve per spiegarle una cosa che non mi sembra lei abbia capito.
      Certo che tutte le persone sono libere di fare di se stesse ciò che vogliono a prescindere dal genere, o meglio, questa è la linea di pensiero che noi portiamo avanti, MA attualmente le condizioni sociali NON presentano questa situazione.
      Se lei non pensa che esistano gruppi che vivono in posizione subordinata rispetto ad altri sul piano politico, economico e sociale e, nello specifico, se crede che non esista alcuna forzatura sociale per quanto riguarda l’aspetto delle donne e le aspettative sulle nostre scelte dettate dal genere che portano le donne a vivere nella condizione descritta nell’articolo, le consiglio di scendere dal piedistallo del suo privilegio e di iniziare ad ascoltare.
      Concludo chiedendole di smetterla di commentare ogni intervento online che riguardi questo genere di tematiche con il solito inutile discorso che non aggiunge nulla al dibattito, ci ostacola e non si fa del bene.
      Sono certa che sarà in grado di trovare un passatempo e una fonte di piacere in qualcosa di più costruttivo.
      •La Mucca Intellettuale

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      1. se si pensa che i miei interventi disturbino mi si può bannare, io non cambio idea, scrivo solo ciò che penso, senza offendere nessuno

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