Da grande sarò Asieh Amini

Da grande sarò Asieh Amini

IMG_3316Asieh fa parte di quella schiera di donne decise a portare un cambiamento concreto e duraturo nella realtà che le circonda. Fa parte di quelle donne professioniste, il cui merito non viene sempre riconosciuto. Fa parte di quel gruppo di persone che rischiano la vita, ogni giorno, per salvare quella degli altri. No, non è una supereroina…non una di quelle che volano tra i palazzi con un mantello annodato al collo, ma…beh, poco ci manca!

A noi contemporanea, Asieh, giornalista e poetessa coraggiosa, vive la sua vita cercando di abbattere un fenomeno che mi sbilancio a definire “abominio” e che assurdamente ancora si verifica nel 2017: i delitti d’onore.

Nata nel nord dell’Iran, in una regione che consente alle donne il diritto alla proprietà privata, al lavoro e che garantisce a entrambi i sessi un margine di potere sociale, Asieh si rese conto dell’esistenza di questo crimine solo quando cominciò a lavorare come giornalista.

Amini apprese con grande orrore come centinaia di giovani ragazze venissero condannate a morte per impiccagione o lapidazione perché sorprese, o anche solo sospettate, di avere relazioni sessuali al di fuori del matrimonio. E lo stupro non fa eccezione.

Asieh non restò con le mani in mano. La prima sfida fu quella di Leyla: una ragazza di 19 anni, con le facoltà mentali di una bambina di 8. Leyla era stata costretta a subire violenze sessuali per tutta la vita da parte dei membri della sua stessa famiglia. Quando il crimine venne alla luce del sole, con un cinismo che sfiora l’ironia, Leyla avrebbe dovuto essere lapidata a morte, perché l’onore della famiglia è considerato più importante della vita di una singola donna. Asieh riuscì però a far rilasciare Leyla, salvandole la vita.

Amini sta affrontando innumerevoli pericoli per far nascere e diffondere consapevolezza riguardo alla barbarie di questa tradizione. Nonostante si stia dedicando al benessere e alla crescita del suo paese, Asieh sta mandando avanti la causa dalla Norvegia. Si vide infatti costretta a lasciare l’Iran quando le minacce di morte divennero troppo frequenti.

#fightingthegoodfight

Il Capybara Femminista

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s