Da grande sarò la Carla

Da grande sarò la Carla

IMG_2223Mia mamma è quella che non ti chiederà mai esplicitamente di portarle qualcosa. Mia mamma è quella che arriverà a farti credere che non ci sia niente di meglio di quel pezzetto di dolce nella credenza e che, una volta che ti sarai alzata dal divano con l’acquolina in bocca, ti suggerirà di portarne “una fettina” anche a lei.

Mia mamma è quella ragazzina che a 15 anni ha dovuto mettere da parte il sogno di continuare gli studi e di diventare maestra d’asilo, perché la pensione dei miei nonni non bastava.

Mia mamma è quella che, da giovane, ha lasciato una cinquina sulla guancia del suo ex ragazzo, perché si era permesso di denigrare e prendere in giro quello che nel giro di qualche hanno sarebbe diventato mio padre.

Mia mamma è quella che, con scaltro fare da predatrice, guardava mio papà dalla finestra tutte le sere, quando ancora non erano fidanzati, quando lui lasciava il lavoro, senza mai accorgersi che lui la guardava a sua volta, nel riflesso della porta che si chiudeva alle spalle.

Mia mamma è la nipote di una donna che lasciò l’amore della sua vita sulla nave che la riportava in Italia dall’Argentina, per diventare la moglie di un vetraio a cui era stata promessa in sposa. Mia mamma è quella che mi ha sempre raccontato questa storia.

Mia mamma è quella che da bambina andava a recuperare mio nonno nei bar, le sere in cui lui cercava di scacciare con il vino i ricordi della guerra.

Mia mamma è quella che nella Milano degli anni ’80 si è sposata un “mandarino”.

Mia mamma è quella che mi chiama “principessa” e che ribadisce al mio fidanzato quanto io sia degna di questo nomignolo.

Mia mamma è quella donna che ha sempre tenuto la testa alta, che mi ha insegnato il rispetto, l’orgoglio e l’amor proprio.

Mia mamma è quella a cui ricordo che gli uomini che aspettano il tram sotto casa nostra non sono dei “negri”.

Mia mamma è quella che in un cat cafe importuna i gatti mentre dormono, sebbene dietro di loro sia scritto in tutte le lingue del mondo “rispettate il mio sonno”.

Mia mamma è una nonna presente che rinuncia ai suoi spazi pur di vedere crescere i suoi nipoti nel modo più sano possibile.

Mia mamma è quella che mio padre chiama “cioccolatino”, dopo 35 anni di matrimonio.

Mia mamma è quella che oggi colgo l’occasione di ringraziare, perché come tutte le figlie, forse, non lo faccio abbastanza spesso. Mia mamma, soprattutto, è quella a cui oggi voglio ricordare, che se sente di poter essere fiera di me, allora deve essere altrettanto fiera di se stessa, perché senza di lei non sarei la stessa persona.

Ti voglio bene, mamma.

Il Capybara Femminista

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