Tucomingout #2 La lobby gay

Tucomingout #2 La lobby gay

IMG_2977Lobby Gay. Un brivido mi percorre la spina dorsale.

Siedo al tavolo della mia scrivania, è notte fonda, la luce dell’abat-jour trema e un soffio di vento scuote le tende facendo scricchiolare le persiane.
Lobby Gay, il fantomatico gruppo di pressione LGBT che preme segretamente per regalarci diritti e privilegi, che trama nell’ombra per la supremazia omosessuale.
Lobby Gay. Ovunque intorno a noi, nascosti, leggendari.

Lobby Gay. Se ne parla spesso in Italia, e sempre con timore. Le unioni civili? Frutto di cospirazioni della Lobby Gay. La step child adoption? Non ne parliamo. Papa Benedetto XVI disse di essere riuscito a sciogliere la Lobby Gay in Vaticano, altri l’hanno vista in Rai o nel mondo della moda. Abbatterla, a quanto pare, è impossibile: la Lobby Gay è come l’Idra di Lerna o le erbacce nell’orto, più la attacchi, più diventa forte.

Si, però dov’è?

Sono un ragazzo gay, ho vent’anni, sono sempre stato attivista.
E allora perché non sono mai venuti da me? Perché non mi hanno reclutato nella loro setta piena di tuniche glitterate e fiaccole al neon fucsia? Nessun uomo provvisto di montgomery e occhiali da sole mi ha mai avvicinato in un angolo buio per reclutarmi, nessun man in black in versione “pink” ha mai bussato alla mia porta per informarmi sui piani dell’organizzazione. Forse se mi mettessi davanti allo specchio alla luce di una candela e sussurrassi “Lobby Gay” tre volte con voce stentorea, qualcuno apparirebbe per darmi delle informazioni.
Perché io, sui miei presunti privilegi da omosessuale, non ci sputerei sopra.
Mi farebbe piacere entrare al cinema e dire “Uh, non pago, sono gay” o saltare la fila in macelleria. Mi piacerebbe complottare in uno scantinato buio e sentirmi nella versione gaia di Game of Thrones.
Purtroppo non è così, e qui le possibilità sono due: o la Lobby Gay si è scordata di me, o non esiste.

Lobby Gay è un termine che viene pronunciato con disprezzo, che viene usato per fare paura. E’ fumo negli occhi, è un modo come un altro per far credere alle persone spaventate che gli omosessuali vogliano (anzi pretendano) molto più di quello che dovrebbe semplicemente essere loro diritto. Perché per fomentare la paura bisogna usare l’ignoto.
Le parole rendono liberi, ma possono anche erigere muri, e questo, signori miei, è un muro contro il quale va a sbattere il buonsenso. Valutiamo sempre ogni opinione, ma non dimentichiamo mai di informarci. 
Perché si sa, i comunisti mangiano i bambini.

Aspettando un episodio di Mistero sulla Lobby Gay che finalmente illumini la situazione e fornisca dati attendibili, vi saluto.

Il Suricata Dissidente 

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