L’uomo è cacciatore(?)

L’uomo è cacciatore(?)

IMG_6232Parto da un episodio di cui sono stata protagonista di recente per esprimere la mia profonda tristezza in merito ad un argomento che dovrebbe far pensare a quanto gli uomini abbiano bisogno del femminismo.

In questi giorni a Milano sta piovendo tantissimo e questo implica che la città sia grigia, che faccia freddo, che sembri sempre notte e che non si percepisca che ormai siamo a Maggio.
Nonostante ciò, c’è ancora chi esprime un invidiabile ottimismo uscendo di casa senza ombrello.
È questo il caso dell’uomo che mi ha chiesto di ripararlo per qualche metro col mio.

Immaginatevi la scena.
Camminavo a ritmo di Queen Bey al massimo volume nei miei auricolari, cercavo di evitare qualsiasi genere di contatto umano come si impara presto a fare se si vive a Milano ed ero a pochi metri da casa, quindi già mi sognavo la cena e il divano, di sicuro non mi preoccupavo di ciò che mi accadeva intorno.
A un certo punto (più o meno nello stesso momento in cui nella mia testa stavo rispondendo urlando a squarciagola alla domanda “Who run the world?”) mi raggiunge un uomo, che mi chiede di riparargli la testa dall’acquazzone che stava inondando la città.
Camminandomi accanto inizia a biasimarsi per non aver ascoltato la moglie, che l’aveva pregato di portare un ombrello.

Insomma, una persona comune e innocua che mi ha chiesto una mano in un momento di difficoltà.

Però io mi sono spaventata, il cuore mi si è quasi fermato, non sono riuscita a dire una parola e volevo allontanarmi.

Perché?

Beh, c’è da dire che per me certe apparizioni di sorpresa sono momenti problematici e mi spavento con niente, ma che cosa è successo in quell’istante?

Ci ho pensato, mentre cercavo disperatamente di scacciare i sensi di colpa, e sono giunta ad una conclusione.

La nostra cultura è sessista e non è paritaria e, in base a questo modo di funzionare, ha creato dei ruoli per gli uomini e dei ruoli per le donne.

Qualcosa di riassumibile in un tristissimo detto che recita “l’uomo è cacciatore”.

Ecco cos’è successo.

Ho assorbito questo modello, ho subito questo modello.
Ho imparato ad avere paura di tutti, a tenere in mano le chiavi di casa come un’arma, a non guardare nessuno negli occhi, a tenere alta la musica per non sentire i commenti e ho finito per dubitare delle intenzioni di una persona che mi chiedeva aiuto.

Questo sistema deve cambiare.

Non voglio più dover avere paura di tutto e tutti “pre precauzione”; non voglio più camminare a testa bassa fissando il marciapiede perché è tardi e sono da sola.

Voglio essere libera di stare al mondo sapendo che il solo fatto di esistere non costituirà un pericolo per me.

E sono certa che tra di voi c’è chi vorrebbe sentirsi libero di aiutare una ragazza o chiederle aiuto o semplicemente camminare sul suo stesso marciapiede, senza essere preso per criminale.

La Mucca intellettuale

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s