Streghe, sangue e ovaie

Streghe, sangue e ovaie

IMG_5816Stava andando tutto troppo bene.
Li avete presente quei periodi in cui pensate che, tutto sommato, avete passato giorni peggiori e, ora come ora, non potete lamentarvi?
Beh, era uno di quei momenti per me.
Poi una mattina ti svegli e… eccolo!
È tornato.
No, non parlo di un ex, parlo del mestruo (e vi lascio a decidere cosa sia peggio senza esprimermi).

Così vado in cerca di Lines è nella speranza che almeno un pacco mi sia rimasto dall’ultima volta, ringrazio chiunque abbia inventato il lactifless e inizio a pensare…

Quanti problemi si porta dietro il concetto di “ciclo mestruale”?

Tanti.

Non sono solo i dolori, non è solo l’emotività, non è solo la fame costante, non è solo il fatto che, insomma, stai sanguinando e deve anche sembrarti tutto normale, è più che altro il modo con cui la società si relaziona con questa realtà.

Crescendo ho dovuto imparare che le mestruazioni sono un tabù e iniziare a dire che “ho le mie cose”, “ho il ciclo”, “sono in quei giorni”; ho imparato anche a nascondere gli assorbenti ovunque pur di non farli vedere a nessuno, soprattutto ai compagni di classe, perché davanti ai ragazzi non bisogna mostrarle certe cose, fanno schifo.
Per un po’ la mia unica fonte di informazioni sul ciclo mestruale è stato il retro delle confezioni dei Lines, semplicemente perché non si usa parlarne; ho accettato per tanto tempo di essere una di quelle donne che “soffre” perché a volte i dolori sono un limite enorme e le voci che ti dicono che stare bene può essere normale sono poche; mi sono anche vergognata, perché sembrava che considerarla semplicemente una cosa naturale, il lineare funzionamento del mio corpo, fosse sbagliato.

Mi sono resa conto che le donne che hanno le mestruazioni sono ancora “streghe”, sono “isteriche” e sono “instabili”.
In una parola: siamo stereotipi.

Immaginate per un momento come sarebbe più facile vivere questa realtà che, diciamocelo, non è delle più piacevoli, se ci fosse più libertà, se non fosse un tabù, se non fosse presentata nella società attraverso gli stereotipi, ma semplicemente passando per le validissime singole esperienze di ognuna, che rappresentano la realtà.
Immaginate se crescessimo i nostri ragazzi non insegnando loro che quelli sono i giorni in cui una donna ha il suo periodo e va lasciata stare perché tanto è ingestibile, ma spiegando che è effettivamente un momento particolare del mese e quindi una donna va ascoltata per sapere cosa sta vivendo perché rispettare la condizione di ognun* è giusto.
Immaginate se tutt*, maschi, femmine, persone non binarie, avessimo gli strumenti e le conoscenze giuste per affrontare queste giornate con consapevolezza, se ognuno potesse comprendere in che modo è meglio rapportarsi con le mestruazioni, che le si viva in prima persona o meno.

Io credo che, se questo succedesse, potremmo tutte viverle meglio.
Forse perché si inizierebbe, finalmente, a considerarle qualcosa di normale e quindi ciò che sarebbe strano sarebbe pagare così tanto semplicemente per funzionare (quanto costano quarant’anni di assorbenti?); forse perché si capirebbe che occuparsi di questa condizione non è un’esigenza che si può rimandare a quando il bagno sarà libero, e avremmo, così, più bagni pubblici per le donne, o a quando la lezione sarà finita e così nessuna ragazza dovrà più giustificare davanti a tutta la classe perché non aspetta l’intervallo, subendo l’umiliazione che deriva dal fatto che questa realtà è ancora demonizzata, pena la negazione del permesso di funzionare in maniera sana e naturale.

Mi sembra uno scenario decisamente migliore di quello attuale e voglio impegnarmi affinché prima o poi qualcun* possa viverlo. Non mi interessa tra quante generazioni succederà, voglio cominciare questo cambiamento e vorrei che accoglieste il mio appello ad impegnarvi con me: informatevi e toglietevi tutti i dubbi che avete sempre avuto, cercate nei libri, chiedete aiuto a ginecologi e ginecologhe e poi parlatene, discutetene, confrontatevi, rendete il ciclo mestruale quello che è: il normale, naturale e sano funzionamento di un corpo.

La Mucca Intellettuale 

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