Latte e biscotti con Claudia, modella plus size

Latte e biscotti con Claudia, modella plus size

Mai avrei immaginato che mi sarei dovuta ridurre ai messaggi vocali per intervistare Claudia Colucci, nonché la mia bellissima sorella maggiore! Ma da quando la mia tata è una piccola celebrità, anche una chiacchierata tra sorelle diventa un impegno! Oggi però non le parlo da sorella minore, ma da Capybara Femminista! E l’intervista inizia così…

Cos’è davvero il Body Positive e come viene interpretato, talvolta, erroneamente, dalle persone?

Il Body Positive non è nient’altro che accettare, e quindi amare, il proprio corpo nella condizione in cui si trova, per la predisposizione che ha e nelle forme con cui siamo nat*.
Purtroppo la gente, a volte, interpreta tutto questo come “State lanciando il messaggio grasso è bello”, ma non è vero. Il Body Positive vuole solo diffondere un messaggio di amore da cui può nascere solo amore e bene per se stess*. Te lo spiego con un esempio: se io sono una ragazza taglia 56, mi affaccio al Body Positive e ne capisco il concetto, arrivo, non solo ad accettarmi, ma ad amarmi e va da sé che a quel punto eviterò di ingozzarmi o di avere uno stile di vita deleterio per la mia persona, perché il mio comportamento si adatterà a quel nuovo sentimento d’amore per me stessa. La ragazza taglia 56 che invece non si sente appoggiata, non si sente appartenente a nessuna categoria, non si sente amata, diventerà, magari, una 58 poi una 60 e così via. Lo stesso discorso vale per la ragazzina che è stressata dall’avere due kg in più, piuttosto che due kg in meno: una volta che avrà imparato a volersi bene a prescindere, sarà più portata ad avere uno stile di vita più salutare, soprattutto a livello psicologico.

Che rapporto hai oggi con il tuo corpo e che rapporto hai avuto con esso in passato?

Io ho sempre avuto un peso che si aggirava intorno ai 100kg, e nelle mie forme mi sono sempre ritrovata rappresentata come “Claudia”! Ho sempre sostenuto il mio corpo e non mi sono mai vergognata! Forse solo in adolescenza mi sono sentita, a volte, inferiore alle altre, ma solo a causa dell’abbigliamento. Mi spiego: quando avevo 16-17 anni e venivo invitata fuori, magari in discoteca, spesso dovevo rinunciare per non sentirmi poi fuori luogo. Nonostante all’epoca avessi una 46/48, era quasi impossibile trovare qualcosa alla moda!
Per il resto: energia, dinamismo…non mi mancava niente.
C’è stata poi una parentesi un po’ più buia. Per una serie di vicissitudini, a causa di un meccanismo che si era innescato in me, sono arrivata a pesare 126 kg. A 126kg, oltre ad essere una taglia 56 e quindi ad aver problemi ad esprimermi nel mio modo di vestire e, di conseguenza, di essere, mi sono chiusa in me stessa. Avevo perso la mia identità, ero arrivata a non uscire più e a non frequentare più gli amici.
È stato lì che tramite i social ho scoperto il messaggio del Body Positive e ho cominciato a capire che non mi mancava niente e che qualsiasi cosa mi stesse facendo stare male era risolvibile. Ma, per cambiare le cose, dovevo prima trovare il modo di stare bene così com’ero.
Ho preso un po’ in mano la mia vita, ho cominciato a limitare il cibo spazzatura e a mangiare cibo più salutare, pur concedendomi porzioni abbondanti, e a fare lunghe passeggiate di circa 6 km. In un anno mi sono trovata a perdere 21 kg e ci sono riuscita evitando lo stress di tutte quelle diete “miracolose” che ti fanno perdere 10 kg in sei mesi e te li fanno riprendere in una settimana con l’unico risultato di farti sentire una fallita.
Poi ho conosciuto Francesco Simone, il Curvy trainer. All’inizio mi sembrava un eretico! Il suo motto diceva “in forma con le forme”! E a me sembrava un concetto assurdo! La palestra, con tutti quei culi marmorei…Non poteva essere una roba per me! Ma lui mi ha allenata, mi ha parlato del fantastico mondo Curvy e mi ha insegnato che il dimagrimento non deve essere un fine, ma una conseguenza di uno stile di vita salutare, intrapreso con l’unico obiettivo di fare del bene a noi stess*, e ora, anche se non ci vado molto spesso, quando vado in palestra, lo faccio con molto piacere!

Come hai iniziato a fare la modella plus size?

Come ho iniziato? In realtà non lo sono *ride* ecco come ho iniziato!
Diciamo che la mia vita ha preso questa piega dopo il periodo di allenamento con Francesco Simone. Da lì, come ti dicevo prima, ho conosciuto il mondo Curvy e dopo aver ritrovato la fiducia in me stessa, per gioco, mi sono iscritta ad un casting. Si trattava di Curvyssime, un casting a livello nazionale. Non ci avrei scommesso, ma sono arrivata in finale e poi sono arrivata seconda, vincendo la fascia di “Miss In Forma Con Le Forme”. Successivamente ho partecipato ad un altro casting per il calendario di BeautifulCurvy di Barbara Christmann.
In quell’occasione non sono stata scelta… e ci sta! Era un casting a cui partecipavano circa 600 ragazze provenienti da tutta Italia e di belle ce n’erano veramente tantissime! Però, continuando a seguirle, sono riuscita a diventare, comunque, parte del gruppo e sono stata invitata, un po’ così, quasi per gioco, alla trasmissione Pomeriggio 5. A quanto pare sono piaciuta alla redazione per i messaggi positivi che lanciavo e ad oggi, io e le altre beautiful Curvy, siamo ospiti ad almeno un paio di puntate al mese.

C’è differenza tra “Curvy” e “Plus Size”?

C’è differenza per quanto riguarda la moda. In realtà il concetto di Movimento Curvy, di rivoluzione Curvy, sarebbe rivolto a tutte le donne con una taglia dalla 42 in poi!
Nell’ambito della moda, però, Curvy è dalla 42 fino alla 46. Dalla 48 in su si parla di Plus Size, dalla 54 in su si parla di Over Size. Una modella Over Size per eccellenza è Tess Holliday: bellissima! Lei, ad esempio, appartiene al Movimento Curvy, ma non alla “categoria” curvy. Non so se mi sono spiegata…
Io sono una taglia 48-50, di conseguenza sono una modella plus size.

Cosa consigli alle donne, ma anche agli uomini, per cominciare a volersi più bene?

Innanzitutto il mio consiglio è di prendere coscienza della propria situazione e del proprio corpo. Bisogna chiedersi: “perché io sono così, in questo momento?” e bisogna darsi delle motivazioni, bisogna risolvere ciò che c’è da risolvere.
Qualsiasi sia la risposta, comunque, bisogna cominciare a volersi bene, a coccolarsi, a vedere il proprio corpo come una delle cose più preziose che si ha e a capire, quindi, che va mostrato con orgoglio, ma anche curato con pazienza.
Bisogna ricordarsi che il nostro corpo è anche l’involucro di ciò che abbiamo dentro, e dobbiamo quindi anche prenderci cura della nostra interiorità. Un’altra cosa che dobbiamo tenere a mente è che l’obiettivo non deve essere omologarsi e arrivare a una taglia 40, perché sembra l’unica taglia socialmente accettata. L’obiettivo deve essere cercare di stare bene intraprendendo un percorso che sia anch’esso salutare.
Per quanto si voglia cambiare, bisogna infatti affrontare un percorso sostenibile a livello psicologico. Cercando di raggiungere la forma ideale, dobbiamo chiederci quale sforzo e sacrificio psichico siamo disposte o capaci di sopportare.
Bisogna trovare il perfetto equilibrio tra uno stile di vita sano e una quotidianità sostenibile: è giusto mangiare meglio, mangiare meno e fare attività fisica, ma tutto questo non deve interferire con il resto delle attività, soprattuto con quelle che ci rendono più felici!

C’è un messaggio in particolare che ti piacerebbe far passare? C’è qualcuno che vorresti ringraziare?

Alle donne voglio far capire che dobbiamo fare gruppo! Donne, non siate CONTRO le altre donne, ma siate PER le altre donne!
Noi abbiamo un potere fantastico e le prime a intralciarci il cammino, spesso, siamo proprio noi! Ci critichiamo, ci osserviamo, ci sentiamo sempre in competizione! Ma dovremmo tenerci la mano anziché farci la guerra.
Per quanto riguarda, Più in particolare, il mondo Curvy e plus size il mio messaggio è di cercare sempre di essere la versione migliore di noi stesse, sia a livello personale che fisico, che caratteriale, fino a che non comporta uno sforzo psicologico troppo grande. Non dobbiamo cercare di superare alcuni limiti. Ad esempio: per quanto faccia sport e per quanto mi metta a dieta, non riesco a scendere sotto la 48! Beh è inutile farne una malattia. Accettati! Anzi, amati! Perché da accettare non c’è niente, si “accettano” le cose negative, si “accetta” una situazione spiacevole, ma io non posso essere spiacevole, io sono meravigliosa, come tutte le altre, così come sono.
Lanciare questo messaggio è davvero il mio obiettivo personale. Spero che le donne possano presto sentirsi ancora più libere di essere ciò che vogliono.
La libertà è impagabile, la libertà non ha prezzo ed è qui che io, ma anche tutte le atre attiviste del Body Positive, voglio arrivare.
Il primo che mi sento di ringraziare è mio marito, che non è un marito…lui è un principe azzurro e lo amerò per sempre! Mi ha sempre supportato, incentivato e da lui ho imparato molto.
Poi ringrazio mio figlio. Da quando ho intrapreso questa avventura mi capita spesso di prendere il treno e stare qualche notte fuori casa e lui mi aspetta sempre con pazienza e quando torno mi accoglie con il sorriso.
Ringrazio la mia famiglia perché in qualche modo ha contribuito a rendermi ciò che sono e ringrazio tutte le sbandate del gruppo Body Positive che ormai è diventato un gruppo di amiche inseparabili! Con loro condivido un rapporto così forte, così reale, che ho l’impressione di poterlo quasi immortalare e vedere in fotografia! Non so come spiegarmi…è un insieme di energie e di teste bellissime che hanno la possibilità, ne sono sicura, di fare veramente tanto!

Il Capybara Femminista

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2 thoughts on “Latte e biscotti con Claudia, modella plus size

  1. Bella intervista. in palestra ci sono culi marmorei e culi non marmorei, non entrare in palestra perchè ci sono corpi diversi dai nostri è limitante. Comunque è positivo che Claudia abbia trovato il suo percorso, io non sono mai stato sovrappeso ma 40 minuti d cyclette al giorno li faccio, vorrei fare di più.
    Per quanto riguarda la bellezza: va accettato serenamente che esistono corpi maschili e femminili sia snelli sia formosi (nè scheletrici nè obesi) che sono fisicamente più belli di altri in linea di massima e va accettato, ma tutti belli e meno belli possono piacersi, piacere, indossare bei vestiti e non vanno offesi

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    1. Comunque non credo che le done siano meno unite tra loro di quanto non lo siano gli uomini

      (la taglia 40 non è omologata per chi ce l’ha di natura)

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