Direzione: Tucamingo

Direzione: Tucamingo

img_1035Ultimamente mi sono state fatte delle domande e delle osservazioni che mi hanno portato a scrivere, oggi, niente popo di meno che del Tucamingo. Fidatevi, non è egocentrismo (sebbene giri voce che il Tucamingo sia un personaggio un pelino narcisista), semplicemente ho sentito l’urgenza di proporvi un buon articolo di disambiguazione.

Premetto che le domande e le osservazioni a cui faccio riferimento sono state poste in buona fede, da persone vicine alla sensibilità Femminista, ma che, ingenuamente, non avevano colto appieno il significato dell’attivismo che la Mucca Intellettuale ed io, sotto la guida del Tucamingo in persona, portiamo avanti con passione. Tra questi interrogativi, infatti, tanti riguardavano il nostro obiettivo, e quindi quale strada stessimo percorrendo e perché.

Per spiegarvi però quello che è il principale obiettivo del blog, devo farvi fare un viaggio nel tempo. Vorrei infatti farvi tornare indietro di tre o quattro mesi, quando due ragazze poco più che ventenni, (che più che otto anni di lunga amicizia e una ossessiva passione per il cioccolato non avevano condiviso), si sono ritrovate alla gestione di un blog femminista. “Come è stato possibile?” Vi chiederete. Beh, se avete avuto occasione di leggere il primissimo articolo da noi pubblicato, https://tucamingo.wordpress.com/about/ avrete compreso che la semplice osservazione e la ricerca di informazioni sono state alla base di tutto.
Dopo aver osservato con occhio critico quanto stava attorno a noi, e dopo aver tralasciato gli stereotipi che invece stavano attorno al femminismo, abbiamo visto, contrariamente a ciò che pensavamo all’inizio, quanto questo movimento si impegni per la realizzazione di un disegno che sia di vantaggio all’intera società e non solo alle donne. Sopratutto, non solo alle donne eterosessuali, cisgender e bianche. Abbiamo compreso infatti come il femminismo di quarta generazione si basi sull’intersezionalità, ovvero sulla collaborazione tra gruppi minoritari (es: i gruppi etnici, gli esponenti dei vari orientamenti sessuali, le persone affette da forme di disabilità…) e su quella tra i sessi.

Dopo questa illuminazione divina, probabilmente mandata su di noi dallo spirito della Pankhurst, abbiamo inteso quanto fosse positivo lo slancio del movimento femminista e quanto fosse urgente ottenere ciò per cui esso si batte: la parità.
È per questo che abbiamo quindi deciso di impegnarci affinché quante più persone possibili potessero sperimentare quanto è successo a noi. Sì, mi riferisco a quella illuminazione divina. (LOL)

Possiamo dire, dunque, che il primo obiettivo del Tucamingo è quello di informare. Nello specifico cerchiamo di:
• Chiarire, in primis, che cosa sia davvero il femminismo e quali siano davvero i suoi ideali.
• Condividere articoli e post che ci facciano guardare aldilà del nostro naso, ponendo dunque l’accento su problematiche a noi poco familiari, ma purtroppo ben note in altri paesi del mondo, o, più semplicemente, ad esponenti di altri gruppi minoritari.
• Consegnarvi la nostra personalissima esperienza, confidando nella vostra empatia e sperando che questa vi permetta di comprendere anche la problematicità delle situazioni in cui non vi siete mai trovati/e coinvolti/e.
• Riportare, tramite le interviste, i punti di vista di persone quanto più diverse tra loro perché testimonino, con il loro attivismo, che davvero tutt* possono e dovrebbero essere femminist*.

E se tra voi ci fosse qualche scettico/a, convinto/a che la sola informazione non possa affatto cambiare le cose, permettetemi di riportarvi un piccolo esempio.
Immaginate un ragazzo, un ragazzo qualsiasi, che capita su uno dei nostri articoli, magari uno di quelli che denunciano il catcalling come forma di violenza. Portare quel ragazzo, tramite le nostre parole, a stretto contatto con le emozioni che quel tipo di esperienza suscita nella vittima potrebbe fargli aprire gli occhi. Magari lui non ha mai molestato verbalmente una ragazza, ma forse qualche suo amico sì. E quindi, magari, lui si servirà delle nostre parole per riprendere il suo amico e fargli capire quanto sia sbagliato il suo atteggiamento. O, magari, se dovesse trovarsi testimone di una molestia verbale, potrebbe addirittura intervenire, fermando l’aggressore, dimostrando comprensione e supporto alla vittima e sciogliendo quel nodo di omertà a cui rimaniamo troppo spesso avviluppati. Solo a pensarci mi sento meglio, mi sento migliore. E di esempi del genere potrei farne molti altri.

Insomma, non so se sono riuscita a convincere voi, ma io e la Mucca Intellettuale siamo convinte più che mai di star percorrendo la strada giusta.
Sono tanti gli aspetti di questa società che ci lasciano avvilite, ma, nonostante questa amara sensazione, capiamo anche che la società non è altro che lo specchio della sua cultura, per cui, proprio partendo da questa, può essere cambiata.

Noi ci crediamo fermamente. E voi?

Il Capybara Femminista

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s