Da grande sarò Kimberlé Williams Crenshaw

Da grande sarò Kimberlé Williams Crenshaw

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Per parlare di Kimberlé, dobbiamo ripassare insieme e brevemente quella che è la storia del femminismo; non solo perché c’è sempre bisogno di ricordare quanta strada è stata fatta e quanta ce ne sia ancora da fare, ma anche perché Kimberlé, parte di questa storia, ha contribuito a farla!

Il Femminismo si divide in ondate, ogni ondata è caratterizzata da un target preciso verso cui l’attivismo si è indirizzato o si direziona (aprite bene le orecchie voi che dite che “ormai avete raggiunto il diritto di voto, cosa volete di più?”). Tanto! C’è ancora tanto da fare, ed ogni ondata ha mosso la società a più livelli affinché fosse ottenuto di più, affinché ci fosse più giustizia, affinché si salisse un altro gradino della tortuosa scalinata che porta alla parità.

Ecco brevemente quali sono le ondate di femminismo:

1) La prima ondata è quella delle suffragette: siamo all’inizio del XX secolo e le donne si battono per i diritti delle donne, in particolare per il diritto di voto.

2) La seconda ondata è quella degli anni ’70: le donne scendono in piazza accompagnate dallo slogan “L’utero è mio e me lo gestisco io”. La lotta per l’emancipazione sessuale della donna è il fulcro di queste proteste.

3) La terza ondata è quella degli anni ’90: il movimento sociale si lega al mondo della musica, nascono le girl band e, ancora una volta, le protagoniste sono le donne, anzi, le ragazze, che inneggiando al girl power aggiungono capi maschili nei loro guardaroba, dai pantaloni stracciati alle cravatte, tutto per dire: “Noi possiamo fare quello che fanno loro, e ci riesce pure bene!”.

4) La quarta ondata è quella che stiamo vivendo. Quella che si batte per un linguaggio inclusivo, quella che vuole cambiare nel profondo la cultura sessista che ancora si maschera dietro una superficie di parità che, purtroppo, è solo presunta. La quarta ondata è quella che si prende a cuore gli svantaggi legati ai ruoli di genere, che riconosce come questi svantaggi affliggano anche la parte maschile. La quarta ondata è quella che porta le donne privilegiate (bianche, eterosessuali, cisgender) a riconoscersi come tali e a riconoscere, allo stesso tempo, il divario che le separa dalle comunità cosiddette “minoritarie”. Le femministe e i femministi (sì, perché finalmente ora anche gli uomini sono chiamati a prendere una posizione nel movimento) della quarta ondata si battono per risolvere anche i problemi che non le/li rendono vittime in prima persona, perché, come dice Audre Lorde “Non mi sentirò libera finché non lo saranno tutte le donne. Non importa quanto diverse siano le loro manette dalle mie”. In breve, il femminismo della quarta ondata è il femminismo inclusivo, che si batte affinché sia garantita la parità sociale, politica ed economica, indipendentemente dal sesso, dall’aspetto fisico, dall’orientamento sessuale, dal credo religioso e dal colore della pelle. E qui possiamo tornare al discorso di partenza, perché è stata proprio Kimberlé ad introdurre il concetto di INTERSEZIONALITÀ.

Kimberlé, come sostenitrice dei diritti civili e principale studiosa della “Critical Race Theory”, ha riconosciuto come le lotte portate avanti dalle donne difficilmente realizzassero come alcuni elementi della società si ritrovassero a dover combattere per più cause e contro più forme di violenza. (Una donna immigrata si ritrova quotidianamente ad affrontare le discriminazioni dovute al suo sesso così come quelle legate alla sua posizione di straniera, ad esempio).

Kimberlé è stata una pioniera nell’aver integrato con le sue teorie alcune lacune che il femminismo doveva assolutamente valutare. Il femminismo, in quanto movimento sociale, e come detto nell’introduzione di questo articolo, si adatta, infatti, ai bisogni dell’epoca in cui esso agisce e in base a ciò determina la sua sfera d’azione e di interesse. Proprio per questo, con l’avvento della rivoluzione  gender, con l’allentarsi dei tabù che per anni hanno soffocato gli orientamenti sessuali, con la nascita di una realtà sempre più globalizzata e di una società multietnica il femminismo ha dovuto, giustamente, fare un passo verso il concetto di intersezionalità, per entrare in questa quarta ondata che, forse, senza Kimberlé, non sarebbe la stessa.

Il Capybara Femminista 

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