Da grande sarò Angela Davis

Da grande sarò Angela Davis

img_9937Angela – se la tua colpa
è di essere un simbolo d’amore
tutti noi la stessa colpa
insieme a te – vogliamo confessare
per amare le cose che tu sai amare (la tua gente)
e spezzare una catena di dolore..
Non si può per un’idea,
per un idea soltanto
recidere un fiore.
(Quartetto Cetra, Angela)

Lo so, lo so, lo so. Cosa c’entra il Quartetto Cetra con questa rubrica? Cosa c’entra con la Women’s March? Cosa c’entra con Il Tucamingo?
Beh, anch’io pensavo non c’entrasse nulla fino a poco tempo fa, poi, grazie ad alcune ricerche fatte appositamente per questo articolo, mi sono imbattuta in questa canzone.

Il passo che ho citato è una strofa di Angela, scritta nel 1971 da Tata Giacobetti e Antonio Virgilio Savona per chiedere al governo statunitense quello che, in seguito, richiederanno anche molti altri artisti e intellettuali dell’epoca: la scarcerazione di Angela Davis.
Capisco che iniziare questa storia parlando di un arresto non vi stia dando l’ispirazione che vi hanno dato tutte le altre biografie, ma non si può parlare di Angela Davis senza considerare centrale questo fatto.

Angela è nata a Birmingham, in Alabama, in un luogo e in un tempo dove la questione della razza non era per niente marginale. Già dagli anni delle superiori, è affascinata dalle problematiche derivanti dalla condizione di svantaggio economico, politico e sociale degli afroamericani e delle classi meno abbienti, cosa che la porterà ad approfondire i propri studi in merito e ad aderire al Partito Comunista Americano, oltre che a guidare il Movimento per i Diritti Civili che stava prendendo piede negli anni Sessanta negli States.

Ma come si arriva al suo arresto e alla sua detenzione?
Ecco, c’è da dire che le politiche di non violenza che vengono, giustamente, ricordate quando si parla del movimento afroamericano per i diritti civili, in questo caso, sono parecchio lontane.
Angela Davis era una figura di spicco all’interno del Black Panther’s Party, le Pantere Nere, un gruppo di attivisti per niente pacifici, ma molto importanti per la storia.
Il 7 agosto 1970, le Pantere Nere organizzarono una rivolta durante la quale vennero sequestrate e uccise alcune persone, tra cui il giudice Harold Haley. Le armi utilizzate durante la sommossa risultarono intestate proprio alla Davis, che venne, perciò, accusata ingiustamente per l’accaduto, arrestata e incarcerata.
Questo episodio mise sotto i riflettori la situazione del rapporto tra Bianchi e Afroamericani negli Stati Uniti e attirò l’attenzione di tutto il mondo, arrivando anche nelle case di tutti gli Italiani, proprio attraverso il Quartetto Cetra, che furono i primi artisti al mondo a dichiararsi schierati con Angela e che, per questo, vennero pesantemente criticati, in un’epoca in cui, in Italia, chi si esponeva e parlava di politica era guardato male un po’ da tutte le parti.
Grazie a questo e ad altri interventi di intellettuali e artisti, come Jean-Paul Sartre, i Rolling Stones e John Lennon, Angela fu processata, scagionata da tutte le accuse e, finalmente, resa nuovamente libera.

Il suo attivismo continuò, e continua ancora oggi, sebbene si sia da tempo allontanata dagli estremismi delle Black Panthers e del Partito Comunista.
Attualmente, è una delle più importanti femministe al mondo, è una Femminista Nera, simbolo dell’intersezionalità del femminismo della Quarta Ondata.
Per darvi un assaggio dell’attività di questa grande donna, ecco una citazione del discorso che ha pronunciato in occasione della Women’s March on Washington del 21 gennaio:

“Questa è una marcia delle donne e questa marcia delle donne rappresenta la promessa del femminismo contro i poteri perniciosi della violenza di stato. Ed è un femminismo inclusivo e intersezionale che ci coinvolge tutti nella lotta di resistenza al razzismo, all’islamofobia, all’anti-semitismo, alla misoginia, allo sfruttamento del capitalismo.” (Traduzione di Ethan Bonali).

La Mucca Intellettuale 

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