Il lupo cattivo siamo noi

Il lupo cattivo siamo noi

img_9782Se vi state chiedendo perché un articolo dedicato al Giorno della Memoria dovrebbe apparire su un blog italiano di femminismo, lasciate che vi spieghi per l’ennesima volta che cosa voglia dire questo termine: ricordiamoci che il Femminismo della Quarta Ondata, quello della nostra epoca, che tutti noi stiamo vivendo e respirando, si basa sull’idea di PARITÀ tra i sessi e sul supporto tra le COMUNITÀ MINORITARIE, (ovvero quei gruppi di persone che non vengono rappresentate, che non corrispondono a uno stereotipo ideale, che non hanno avuto una voce per molto tempo e la cui esistenza, in molti casi, viene persino ignorata o negata). Ecco dunque che da giovane femminista provo a muovere qualche passo verso la comunità ebraica e, in quanto femminista Italiana, mi sento di poterlo fare ricordando a tutt* voi lettori e lettrici che, in questa storia, il lupo cattivo siamo noi.

Noi, popolo italiano, in questa data, non dobbiamo solo ricordare che “Dopo Auschwitz il mondo non sarà più lo stesso”. Non dobbiamo semplicemente ricordare che al termine della Seconda Guerra Mondiale, la CIVILTÀ ha dovuto ripensare a se stessa perché il linguaggio, la poesia, Dio, il male avevano cambiato il loro senso e tutto andava rivisto. Dobbiamo ricordare che, forse per la voglia di dimenticare gli orrori della Storia, poche persone trovarono il coraggio di guardare in faccia quanto accaduto. Malgrado quasi tutti avessero qualcuno o qualcosa per cui versare le lacrime, in Italia, soprattutto, la realtà dei campi di concentramento, del razzismo, del genocidio, dello schiavismo, del regime dittatoriale non è stata affrontata.

Ci è mancato il coraggio di darci la colpa, di prenderci le nostre responsabilità e abbiamo finito per dimenticare che Hitler non chiese MAI a Mussolini di adeguare la legislazione razziale italiana a quella del Terzo Reich. È bene, anzi, è fondamentale tenere a mente che se gli ebrei italiani vennero dapprima emarginati, poi perseguiti e quindi quasi sterminati, è semplicemente perché Il Duce potesse portare a termine il suo disegno politico con più efficacia. Nella sua concezione, infatti, c’era bisogno di rafforzare negli italiani il loro senso di superiorità e il razzismo, per quanto infondato, per quanto subdolo, per quanto ironicamente fuori luogo in Italia, serviva egregiamente a questo scopo.

Solo se aprissimo i libri, se imparassimo la nostra storia, se riconoscessimo i nostri errori, potremmo RICORDARE ciò che è stato DAVVERO.
Se gli stupidi fanatici che grondano ignoranza si volessero un po’ più di bene e decidessero di accedere alla conoscenza e di formare loro stessi invece di straparlare, capirebbero che Mussolini è un voltafaccia con manie di grandezza che ha strumentalizzato l’odio per ottenere il potere, che ha indottrinato il suo stesso popolo togliendo la libertà di stampa, di espressione, di culto e di pensiero. Se capissero che questo “uomo” diede agli italiani due strade tra cui scegliere: l’uniformarsi all’idea dell’uomo nuovo fascista, o la morte come nemico dello Stato, forse, la smetterebbero di sputare sentenze che offendono l’intelligenza loro e di chi è costretto ad ascoltarli. Forse sarebbero i primi a vergognarsi quando un loro compatriota afferma cose del tipo: “Eh, ma quando c’era il Duce, i treni arrivavano puntuali”.

Non so quale razza di individuo sarebbe pronto a barattare la propria dignità per la bonifica di un terreno; non riesco ad immaginare chi possa pensare che una politica totalitaria e colonizzatrice possa essere acclamata per la costruzione di qualche monumento o di una piscina pubblica.
Io preferisco la libertà. Io preferisco la parità, la giustizia e la memoria.

Il Capybara Femminista

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