Sorellanza di stronze e troie

Sorellanza di stronze e troie

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Spessissimo si sente parlare di come una lite tra due uomini possa essere risolta in due cazzotti e un abbraccio, mentre le donne sono subdole e saprebbero farsi del male a vicenda per vent’anni, in una continua lotta fatta di vendette e orgoglio.
Mi sembra riduttivo portare il mio esempio come un’eccezione che rende falsa la regola, quindi vorrei fare una riflessione un po’ più ampia e chiedermi se questo è effettivamente vero e, se lo è, per quale motivo è vero?

Alla prima domanda non ho una risposta, perché, a stupidi e superficiali interrogativi che generalizzano, io amo rispondere col criterio dei dati scientifici e, non avendone a disposizione, non posso esprimermi; d’altra parte, però, sono una ragazza, quindi posso vantare una notevole esperienza nel campo dei conflitti al femminile. Se ci penso, la prima cosa che mi viene in mente è che sono davvero troppo frequenti. Le ragazze litigano in continuazione, si scontrano, si attaccano e si odiano impegnando in tutto questo un quantitativo enorme di energie. È vero che lo fanno in modo più subdolo? Forse. Io direi che trovano ANCHE il modo di farlo in modo subdolo, perché ricoprirsi di insulti faccia a faccia non basta, è necessario anche colpire alle spalle la tua nemica, devi scoprire ogni suo punto debole e metterlo in pericolo (di solito lo si fa raccontando cose che non devono essere raccontate).

Ma arriviamo al secondo quesito, quello che mi interessa davvero: perché le ragazze fanno tutto questo? Perché per noi non finisce con un naso rotto e una pacca sulla spalla?
La risposta “sono cose da maschi” qui non è accettata; “noi siamo più raffinate, loro sono rozzi” è ancora più sbagliata: io voglio una risposta vera.

Ragionandoci in questi giorni, guardandomi intorno e ripensando alla mia esperienza, sono arrivata ad una conclusione che, per quanto triste sia, mi ha soddisfatta e mi ha dato la spinta per parlarne e tentare di cambiare questa situazione.
Le ragazze, le bambine vengono cresciute in modo che imparino a guardarsi a vicenda come rivali. Vi sembra troppo semplice? È molto peggio di ciò che sembra. A noi viene insegnato, anche se non in modo esplicito, ad essere divise; ci viene detto che le amicizie tra femmine sono rare perché le ragazze sono false e si saprebbero fare di tutto alle spalle; ci raccontano che non siamo capaci di mantenere un segreto perché siamo troppo pettegole; ci insegnano ad entrare in conflitto non sul piano del lavoro o del talento, cosa che secondo me sarebbe positiva, ma per l’attenzione degli uomini. (Chimamanda Ngozi Adichie, Dovremmo essere tutti femministi).

Ma la cosa peggiore di questa educazione che ci separa, quella più deleteria per tutte, è che nessun* ci insegna quanto possiamo essere forti se ci uniamo. Insieme possiamo fare veramente tanto ed è ora che lo impariamo: non è stato con la separazione che abbiamo ottenuto il diritto di voto, non è stato con l’odio reciproco che abbiamo ottenuto l’eleggibilità, non eravamo divise quando abbiamo reso diritti l’aborto e il divorzio e reati il delitto d’onore e il matrimonio riparatore (prima era il contrario) e non sarà rimanendo divise che raggiungeremo definitivamente la parità.

Oggi vi chiedo di unirvi e di chiamare con voi anche gli uomini, per dimostrare che unite possiamo farcela davvero e il sostegno di chi non è donna dimostra che facciamo la cosa giusta per tutt*.
Domani, sabato 21 Gennaio 2017, a Washington DC, avrà luogo la Women’s March, che spero verrà ricordata tra i più grandi eventi nella storia della lotta per i Diritti Civili. La Marcia delle Donne verrà sostenuta in tutto il mondo: a Milano, noi lo faremo da Piazza della Scala, dalle 11:00 alle 14:00 e speriamo di vedervi.

Quando stronze e troie smettono di odiarsi, diventano sorelle che marciano insieme e non immaginate che potere abbiamo!

La Mucca Intellettuale

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