Sesso, sex e sexe

Sesso, sex e sexe

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Per gli antichi Greci era un mezzo di trasmissione del sapere, una tappa fondamentale per la crescita dell’individuo e la maturazione della sua dimensione sociale; per la filosofia Indiana avrebbe caratteri quasi medici se “assunto” con regolarità, almeno una volta al giorno; secondo il pensiero Taoista, si tratterebbe di un mezzo per raggiungere l’immortalità. Per noi, oggi, 2017, nell’era dei social, in cui perfino uno starnuto è materiale da Tweet, il sesso rimane un tabù.
È vero, siamo usciti dai tempi bui in cui ci raccontavano la storiella del cavolo, della cicogna e dell’apetta che impollina il fiore, ma, pur volendo ammettere di esserci lasciati alle spalle un po’ di omertà, abbiamo guadagnato tanta ipocrisia.
Del sesso oggi se ne parla, pubblicamente, nelle seguenti situazioni e nei seguenti modi:

       1) Durante le lezioni di “Educazione all’Affettività”, che ritengo potenzialmente utilissime, perché potrebbero adattarsi alle domande di ogni fascia di età e permetterebbero alle persone, fin da piccole, di trovare risposte ai loro impulsi, pensieri e interessi. Ma, ahimè, non fanno che rimanere POTENZIALMENTE utilissime, perché in realtà, persino in questo casi, il sesso, che è sempre e solo quello eterosessuale tra donna nata donna e uomo nato uomo, è trattato con così tanto pudore da non essere nemmeno chiamato con il proprio nome e viene rimpiazzato da un ingenuissimo e vago “affettività” al quale mi sentirei di far seguire un grande punto interrogativo perché WTF?! Ovviamente non è sempre così, ma vi sfido a trovare anche solo un ragazzo o una ragazza che, seguendo questi corsi a scuola, non si sia ritrovat* a scrivere domandine anonime su un timido foglietto e, ditemi voi, se questo non fa che ribadire quel clima di omertà e ostentata pudicizia che nel 2017 sarebbe più che lecito superare.

      2) Nei forum online, solitamente divisi per target (vedi “UOMINI” e “DONNE”), sui quali, nell’anonimato di un nickname vecchio stile, possiamo porre domande e svelare gli ultimi trucchi da noi adottati in camera da letto. Il rischio di imbattersi in suggerimenti poco sicuri, e non sto parlando di sesso estremo, ma delle norme igieniche delle quali poco si parla e che rappresentano una grossa fetta del “sesso sicuro”, in questi casi è alto, così come è alta la possibilità di incontrare il medico improvvisato e la ginecologa autodidatta di turno che, con dritte poco convincenti e rimedi della nonna, potrebbero non rappresentare la soluzione migliore per risolvere quel fastidioso prurito…intimo.

      3) Cosmopolitan. Tra le riviste “femminili” per eccellenza, Cosmopolitan non si fa certo scrupoli a parlare di sesso e non sa cosa sia la pudicizia. Il che è ottimo. Peccato che spesso si sfoci in pressoché assurdi consigli per aggiungere un po’ di pepe sotto le lenzuola del tipo “mettiglielo in un donut prima di fargli sesso orale e sentirai che bellezza” https://www.google.it/amp/www.cosmopolitan.com/entertainment/news/amp20208/doughnut-on-penis/?client=safari . Ma, quel che è peggio, è l’inspiegabile tendenza a far apparire sulle sue pagine patinate titoloni che suonano come “dieci modi per farlo impazzire” o “come farlo venire per non farlo mai fuggire” che finiscono per annullare la sessualità femminile nel soddisfacimento di quella maschile.

Ed è proprio qui che volevo arrivare. Tra le tante cose di cui non si parla a fondo come si dovrebbe (come l’autoerotismo, il sesso non eterosessuale, i rapporti sessuali che non comprendono la penetrazione, i metodi anticoncezionali alternativi al profilattico etc etc) c’è anche la sessualità femminile e più o meno tutto ciò ad essa annesso. Perché non parlare più spesso di ciclo mestruale, insegnare, a uomini e a donne, che gli sbalzi emotivi in quella fase non sono un condizionamento isterico, ma una reazione dovuta a forti sbalzi ormonali che, insieme ad altri svariati e dolorosissimi eventi, prendono luogo nel corpo femminile durante quella fase? Perché non cominciare a parlare del punto G come di una attuale parte del corpo e non come di Nessie, il bene amato, ma timido mostro di Loch Ness? Perché non far uscire dall’alone di leggenda lo squirt, (che no, non è pipì, no, non è un fotomontaggio dei film porno)?
Insomma, perché questo articolo non rimanga uno sproloquio polemico, ma possa invece cominciare a #CambiareLeCose e ad essere utile, permettetemi di darvi umilmente un paio di dritte.

Al momento in rete ci sono due portali di mia conoscenza che penso abbiano tutto il potere di cambiare il modo in cui, la società in generale, ma anche noi, nella nostra intimità, vediamo e viviamo il sesso.
Buzzfeed è un portale di informazione che, per chi ha un minimo di conoscenza di lingua inglese, è una miniera d’oro. Dai consigli per i migliori vibratori catalogati per prezzo ed efficienza, alle testimonianze di giovani donne e uomini con malattie sessuali rare, ma esistenti, delle quali non si sente facilmente parlare, fino ai test sui profilattici e sui tamponi da ciclo. https://m.youtube.com/watch?v=ZULlT2YDu_E Per quanto riguarda la sessualità femminile più nello specifico, e non mi sto rivolgendo solo alle nostre lettrici, https://www.omgyes.com Oh My God, yes è il nuovo, divertente e pratico portale INTERATTIVO che affronta il tema dell’orgasmo femminile a pieno fornendo pratici consigli da leggere e testare. Quindi, possiamo finalmente dire addio al pudore da protozoico, per favore?

Il Capybara Femminista

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