I miei più indicibili e segreti desideri

I miei più indicibili e segreti desideri

Alcune cose in cui mi sono imbattuta negli ultimi giorni mi hanno fatto venire una voglia irrefrenabile di raccontare pubblicamente tutti i miei più intimi desideri, facendo anche nomi e cognomi di chi è coinvolto (e coinvolta) in tutte queste mie fantasie.

No. Non sarà un pornoarticolo erotico su cosa mi piacerebbe fare a letto e con chi, sarà un noiosissimo appello alla coerenza: il desiderio che vorrei fosse soddisfatto, più di qualunque altro, sarebbe quello di vedere le persone comportarsi in base a quello che predicano.

Parto da lei, perché è proprio il suo pensiero che mi ha scatenato tutte queste voglie: Costanza Miriano. Per chi non la conoscesse, Costanza Miriano è una “giornalista” che contribuisce alla deforestazione e allo spreco di risorse con “libri” come Sposati e sii sottomessa. Quindi il mio primo appello va a lei: Costanza, sii un po’ coerente, sposati e sii sottomessa. Se tieni tanto al ruolo della donna buona solo a sfornare prole, ad assecondare la volontà del Maschio Alpha, a, come dici tu, “sostenere la famiglia”, ma solo dalla cucina, allora, per favore, rispetta l’assurdità di questa nauseante predica e torna ai fornelli! Rinchiuditi in cucina e, soprattutto, evita di dire le stro*zate con cui stai uccidendo gli alberi: rinuncia alla libertà di parola, perché la condizione di sottomessa non la prevede, esattamente come non prevede la possibilità di avere un’istruzione, la libertà di pensiero e stampa e il diritto di voto. Vien da sé che giocare a fare la giornalista rimarrà un ricordo del passato: evita di uccidere ovuli e mettiti a tirar fuori figli come una macchina, fai lavorare tuo marito, che con la clava ci sa fare molto meglio.

Proseguo con un must, che è passato di moda in fretta, ma che non ho intenzione di scordarmi. Ministra Lorenzin, dove sono i suoi quindici Figli Maschi, Soldati per la Patria? Com’è che non ho notizie delle sue innumerevoli gravidanze portate a termine dal menarca a oggi? Com’è possibile che non stia contribuendo al terribile calo demografico che sta decimando i Bianchi-Italiani-Nati-in-Italia-da-Bianchi-Italiani? Non ha paura che, se non fa abbastanza figli maschi, bianchi e italiani, i suoi figli saranno costretti a frequentare le cattive compagnie? Oppure ho frainteso io ed era tutta nostalgia negli anni Settanta e aveva voglia di sentirsi ripetere di chi è l’utero e a chi ne spetta la gestione. Sperando che un giorno mi leggerà, non le svelo la soluzione perché voglio vedere a chi proporrà di lavorare gratuitamente per darle una mano a rispondere.

Andiamo avanti con qualcuno che esce allo scoperto solo quando c’è da mettersi a leggere Cinquanta Sfumature di Grigio bloccando il traffico per rivendicare il diritto di dire “Frocio” o “La famiglia naturale è solo una!!!”, salvo, poi, metterne in piedi due o tre, tanto per allungare il tavolo al pranzo di Natale. Sto parlando di Mario Adinolfi, un uomo che si erge a difensore di ruoli imposti dicendo di “proteggere la famiglia” quando tutto quello che fa è escludere, individuando come cittadin* di serie B tutt* quell* che hanno pacificamente superato il Medioevo; un uomo le cui parole violano dal 90 al 98% della Dichiarazione dei Diritti Umani dell’ONU ogni volta che vengono pronunciate; un uomo che vorrei fosse più magro, non perché me ne freghi davvero qualcosa, ma perché così la gente la smetterebbe di attaccarlo con battutine facili sul peso e inizierebbe a concentrarsi sugli irripetibili abomini che ha il coraggio di dire pubblicamente: dei veri e propri stupri alla Dignità Umana, che la nostra Costituzione e l’Organizzazione delle Nazioni Unite vogliono identica ed inviolabile per chiunque. Fattene una ragione, Mario.

Non mi piacciono le mode e seguire le tendenze non è mai stata una mia priorità, ma non posso non rivolgermi al capo supremo di tutta questa cricca di vergognosi personaggi che concorrono a dare una brutta immagine del Paese. Non mi stupirei se, arrivando negli Stati Uniti e affermando di essere italiana, mi sentissi rispondere “Hahaha! Pizza, spaghetti, Salvini”. Ecco, vorrei evitare questo imbarazzo, quindi parlo direttamente anche a lui sperando che tra un albero sacrificato per il suo “libro” e l’altro, si prenda una pausa dallo scrivere porcherie per farsi un giro su internet e, accidentalmente, inciampi in queste mie parole. Matteo (ti do del tu perché ti parlo col cuore in mano, ma la nostra confidenza finisce con la fine di questo discorso), perché non la smetti e basta? Ma non ti rendi conto di quanto siano infondate le tue parole di odio? Ma non vedi come tratti i tuoi seguaci (o followers visto che sei un divo di Twitter) come degli idioti, fornendo loro una visione manipolata e parziale della realtà, sperando che diano retta a delle frasi fatte (fatte durante il ventennio), costruite solo per fomentare odio, e riuscendo in questo intento? Ma non lo capisci che così sottovaluti i tuoi stessi elettori? Ma non ti accorgi di avere la stessa credibilità di un tormentone Pop, valido per un agosto? Io mi rifiuto, e dovresti farlo anche tu, di credere che il mio Popolo, quello che si vanta di discendere da Cesare e Leonardo, si sottovaluti tanto da darti retta. Avrei dovuto elencare tutti i motivi per cui sei incoerente, ma non ho tutto il tempo del mondo, quindi mi limito a chiederti di smettere e basta.

Di nomi ce ne sarebbero tanti, di posizioni politiche ancora di più, perché ultimamente alle persone piace chiamare “opinioni” la rabbia e l’odio verso le altre persone, ma io mi fermo qui, perché un appello importantissimo voglio inviarlo a chi veramente può aiutarmi a realizzare questi desideri.

Parlo a voi, che sicuramente non mi starete leggendo, sostenitori e sostenitrici di questi soggetti.

La prossima volta che invocherete Salvini come reincarnazione del Dvce, aprite un libro di storia, parlate con i vostri nonni, e con le vostre nonne, cercate testimonianze concrete di quello che è un totalitarismo, prima di dire che bastava la tessera per mangiare, perché la cena sicura serve a poco se ti ammazzano perché hai osato pensare.

Quando vi divertirete a chiamare “troia” la figlia della vicina perché non fa la donna cristiana come voi, ricordatevi che state combattendo per rinchiudervi nelle decisioni degli altri, quindi tacete e basta.

E quando vi verrà in mente che esprimere un’opinione su chi fa cosa e con chi e l’opinione che esprimete è “froci” o “pervertiti”, quando, in realtà, si tratta solo di relazioni tra adulti consenzienti, ricordatevi che i pervertiti siete voi, che controllate le camere da letto altrui.

La Mucca Intellettuale

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