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Latte e biscotti con LaVale

Non avevo particolari programmi per quella serata torinese. L’intenzione era di chiudermi in stanza per studiare, sapendo che sarei finita a marcire nel letto guardando Big Bang Theory. Ma il mio coinquilino aveva altri piani: trascinarmi al pub con i suoi colleghi della Holden per lavorare alla loro Web Serie “Tinder’s List”. “Ma Ferru, non c’entro niente, pensi davvero che sia il caso di portarmi?”. Ma, insomma, con la promessa di una bottiglia di vino ho smesso di fare storie e l’ho seguito al Quadrilatero. Quella sera ho conosciuto la Vale. Pura energia e tanto talento. DOVEVO intervistarla.
La sento per telefono qualche settimana dopo. Ha la voce squillante, siamo entrambe emozionate di collaborare. Comincia a parlarmi di questo progetto.

La cosa divertente è che è stata la classica cazzata giusto per parlare, detta durante la pausa pranzo di Holden Start, un ciclo di lezioni che ci obbliga a stare a scuola dalle dieci del mattino fino alle sei di sera. Eravamo una decina di persone intorno a un tavolo e chiacchierando è venuta fuori l’idea di realizzare una serie su Tinder. La metà delle persone a quel tavolo si sono messe a ridere. Ma a Me, a Ferru e a Rossana la cosa continuava a ronzare in testa. Tinder’s List era diventato il nostro chiodo fisso, pensavamo a come strutturare l’episodio, i personaggi, a dove trovare gli attori. Da lì si è formato il gruppo del quale una grande fetta, dedicata alla regia, è composta da un regista, un tecnico del suono e un tecnico delle luci. Abbiamo persino una ragazza che si occupa della attività di Tinder’s List sui social! A differenza di quello che si trova solitamente su YouTube, noi utilizziamo materiale professionale, per cui un gruppo tecnico si sta rivelando fondamentale. Ora, non voglio dire che potremmo andare su Sky, ma non so quante Web Serie siano così studiate.

Qual è l’idea vincente che ha finito per coinvolgere così tante persone?

Il motore portante è il fatto che sia nata come una battuta. Noi ci lavoriamo seriamente: tre incontri a settimana per scrivere, una riunione settimanale per organizzare le riprese e teniamo una Time Line precisa che però seguiamo con l’entusiasmo di un gruppo di amici che stanno dicendo quattro stronzate davanti a una birra. Le nostre riunioni sono nei pub e si finisce a fare serata con una bottiglia di vino parlando della serie. Questo fattore aiuta molto perché ci ritroviamo a lavorare con la voglia di farlo.

Il tema dei social è molto attuale, come lo affrontate in Tinder’s List?

Beh ormai è una realtà solida quella dei social, è sulla bocca di tutti. A volte la vita reale finisce per diventare un semplice attributo dei social e nella serie vogliamo mettere in luce questo. Non vogliamo criticare nessuno, non vogliamo essere estremisti, non è vero che “i social sono il male del mondo”, ma vorremmo stimolare una riflessione. Cioè, se non parlo con le persone in San Salvario, ma scrivo su Tinder a dieci persone diverse ogni cinque minuti, allora è paradossale e forse non va bene. Poi ovvio, ognuno fa quello che vuole, però occhio a quando diventa una contraddizione. Vogliamo che le persone guardino la serie, ridano e ridano tanto, ma vogliamo anche che scatti qualcosa di innocente, che porti le persone a sorridersi per strada e a staccare gli occhi dal cellulare. Insomma, Tinder non deve essere la scusa per chiudersi al mondo.

Vi ho visto lavorare: mi ha colpito un sacco il modo in cui riesci a tenere le redini. Come è gestire un progetto di questa portata, a 24 anni?

Non ho mai voluto gestire la cosa, diciamo che è capitato, non abbiamo deciso i ruoli. È un lato del mio carattere il voler tenere sotto controllo le cose, ed è venuto fuori. Sono anche molto passionale, mi entusiasmo facilmente e quando mi entusiasmo devo arrivare per forza lì dove mi sono prefissata di arrivare. È successo che la prima sera in cui avevamo organizzato una riunione, pochi minuti prima dell’appuntamento, tanti avevano cominciato a lamentarsi, a proporre di cambiare data, luogo, di rimandare. Al che io mi sono altamente incazzata perché quel giorno per essere alla riunione non avevo mangiato. Lì ho preso le redini per paura che tutto scemasse. Alla fine non so se si sono sentiti in colpa o si sono impietositi, fatto sta che quella sera sono tutti venuti alla riunione. Diciamo che fin da subito ci ho creduto talmente tanto, che piuttosto che vedere l’idea sfumare mi sono sentita di organizzare e gestire tutto. È difficile e stressante, a volte mi sento una rompicoglioni, anche perché per rientrare nelle scadenze dobbiamo tutti fare dei sacrifici e rinunciare a qualcosa ogni tanto. Insomma da questa intervista sembrerò una piccola Hitler, però in realtà sono più una specie di motivatrice del gruppo…con delle forme di paranoia organizzativa compulsiva, quello sì.

Hai anche un altro ruolo, no? Tu interpreti la protagonista della serie, presentami LaVale.

“LaVale”, mi raccomando! Scritto tutto attaccato con la “L” e la “V” maiuscole…deve essere il più trash possibile! È una ragazza fondamentalmente normale, non è figa, non è brutta, ma brillante, simpatica, sfortunata con gli incontri, incapace, fino al momento in cui la serie inizia, di trovare qualcuno che le stia accanto. Si nota subito che ha una voglia quasi ossessiva di trovare l’uomo della sua vita, non è capace di stare da sola e per questo si butta in una ricerca ossessiva e assurda che lei continuerà testarda e cocciuta. È molto solare e ingenua, crede che l’amore possa trovarsi in ogni angolo. Le abbiamo lasciato volutamente poco spazio perché LaVale è un mezzo per parlare di altro. Poi ovviamente è fondamentale per la serie. Giochiamo molto con lei, con le sue emozioni, con il fatto che sia una specie di Bridget Jones contemporanea.

Premettendo che non ne vedo ragione perché sono la vostra fan numero uno, immagino comunque che abbiate ricevuto delle critiche. Ne vuoi parlare?

Per ora in realtà abbiamo trovato tanto entusiasmo. C’è stato solo un episodio che mi ha fatto rimanere male, durante la ricerca degli attori. C’era questo ragazzo che avrebbe dovuto interpretare uno dei personaggi delle prime puntate, si era detto felicissimo di collaborare, ma il giorno prima delle riprese mi ha chiamato dicendo che si ritirava. A detta sua la serie critica troppo il genere maschile e lui si sentiva “un traditore”. Ti ho già detto quanto è ironica le serie e quanto sono autoironici i personaggi…non vogliamo criticare nessuno. Nonostante ciò questo ragazzo è arrivato a dirmi “mi sento di tradire il mio genere”. A parte la rabbia perché ovviamente sono saltati tutti i programmi che ci eravamo fatti, ma poi, mi sono detta: “se avessimo voluto criticare il genere maschile, sarebbe davvero stato così orribile?”. Cioè, viviamo in un mondo in cui la figura della donna viene continuamente mercificata, fatta oggetto sessuale, abbiamo bisogno delle quote rosa perché sennò non saliremmo nemmeno ai governi, siamo continuamente spregiate e la società ci ha addomesticati e addomesticate a tutto questo. La reazione di quel ragazzo mi ha fatto capire quanto diverso sia il trattamento solitamente riservato alla figura maschile. Ci sono davvero rimasta di merda. Poi per fortuna questo è stato un caso isolato.

Cosa ti sta lasciando lavorare a questa serie e cosa speri che lasci a quelli che la seguiranno?

Grazie a questa serie sto scoprendo nuovi lati di me e tante cose sul rapporto tra i due sessi. Ho iniziato a usare Tinder come se fossi un chirurgo che viviseziona un corpo per capire come funziona e mi sono ritrovata ad avere più appuntamenti in quest’ultimo mese che in tutta la mia vita. L’avevo fatto per la serie, per lo meno all’inizio, e questo mi ha portato a incontrare le persone senza ansia da primo appuntamento. Noi donne tendiamo molto a metterci in discussione e la prendiamo non come un gioco, ma come una prova da superare. Io mi sono ritrovata spogliata di queste paranoie e ho cominciato davvero a divertirmi. Vorrei che questa cosa arrivasse a tutte le ragazze. Vivere le relazioni con le altre persone senza ansie, senza tensione, senza aspettative, semplicemente divertendosi.

Il Capybara Femminista

E per dare un’occhiata nel mondo frizzante  di Tinder’s List, ecco a voi L’esilarante trailer!

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