Le conseguenze dei bis di pasta al forno

Le conseguenze dei bis di pasta al forno

img_3837

Trani, 27 Dicembre 2016. Davanti allo specchio del bagno della mia camera d’albergo, allaccio con un po’ più di fatica del solito i miei nuovi, bellissimi jeans a vita alta, riflettendo su come prima di Natale la taglia sembrasse quella giusta. “Quei biscottini al burro si stanno facendo ricordare” penso, mentre la mia coscienza mi sgrida “Certo, i biscottini! Brava, fai finta che i bis di pasta al forno non siano mai esistiti”.

Mi viene da ridere.

La mia coscienza ha ragione: ho mangiato spensieratamente e adesso i miei pantaloni me lo stanno dimostrando stringendosi su quel paio di chili in più che si sono appollaiati sui miei fianchi. E io sono felice, mi piace, mi guardo del tutto soddisfatta. Niente sensi di colpa, niente imbarazzo o vergogna, niente pentimenti, solo tantissima felicità per essere riuscita a godermi questo periodo di festa senza problemi, riuscendo, poi, a riguardarmi allo specchio più fiera di prima delle mie cosce che si toccano.

Così, mi compare davanti agli occhi l’immagine della me quattordicenne che scoppiava in lacrime nei camerini dei negozi che non vendevano i vestiti della mia taglia o adatti al mio corpo; mi ricordo di quante volte ho pensato che i momenti più belli della mia vita sarebbero stati migliori se solo fossi stata più magra e con meno brufoli; comincio a considerare quanto tempo mi ci è voluto per dirmi che sono bella anch’io, trovando una mia dimensione.

Perché il punto è proprio questo: dobbiamo ripeterci tutti i giorni che non esiste una sola bellezza. Esistono così tanti modi per essere belle e belli che, se ci decidessimo finalmente a riconoscerli tutti, diventerebbe impossibile non piacersi. Immaginate come sarebbe facile se i diversi tipi di corpi che si vedono in giro fossero solo possibilità, opzioni, modi di essere col diritto di esistere e non brutte copie di un modello innaturale venduto da fotografie ritoccate. Immaginatelo per un attimo. Io ci ho provato e, quando ci sono riuscita, mi sono resa conto di essere bella, di avere il diritto di piacermi anche se non mi do obiettivi sulla mia forma fisica, anche se non cerco costantemente di cambiarmi, anche se mi vado bene così, perché il mio corpo non è altro che un tipo di corpo con delle caratteristiche, che vanno rispettate, che non vanno giudicate in base al confronto con un corpo ideale. Rappresento, semplicemente, una bellezza unica. Ognuno e ognuna di noi lo fa. Sempre.

Siamo tutt* sullo stesso piano, cerchiamo di riconoscerlo e basta con questa assurda gerarchia della bellezza!

Quindi, per favore, quando, finite le Feste, maledirete questo periodo per avervi interrotto la dieta o avervela ritardata, pentitevi di apprezzarvi troppo poco, non di aver mangiato troppo. Cominciate a pensare che non esiste una sola possibilità di essere, siate i modelli ideali di voi stesse e di voi stessi, ricordatevi che la vostra immagine, così lontana da quella delle fotografie delle riviste e delle pubblicità, altro non è che il vostro personalissimo modo di esprimere la vostra bellezza completamente unica e, per questo, più che mai valida.

“Sì, ma la pancia? Bellissima! “E la cellulite?” Splendida! “E le braccia? Sono troppo grosse!” No, sono solo le tue, vanno benissimo così! “Eh, ma con la gravidanza…” Sei stupenda! “Non sono troppo secca? No, sei perfetta!

Non ho idea di quali pare si faccia in genere un uomo, ma consideratele tutte smontate!

Ogni volta che vedete un “difetto” davanti allo specchio, trasformatelo nella vostra migliore e più unica caratteristica: è solo un altro modo di essere bella/o.

E adesso che quelli e quelle che nascondono il loro odio verso i diversi tipi di bellezza dietro un fasullo ideale salutista mi stanno odiando per bene, posso parlare anche di salute. Sto spronando le persone a volersi bene e questo implica anche trattarsi bene, perché la salute dipende da uno stile di vita sano, ma la bellezza non dipenderà mai dal peso! Non sto pubblicizzando un fast food, ma una maniera di vivere più rilassata, che vede una corretta alimentazione e l’esercizio fisico come modi per amarsi e migliorarsi. Ma non servono a niente e falliscono miseramente se lo scopo non è quello di stare bene, ma è quello di cambiarsi radicalmente perché ci si fa schifo.

Iniziamo col vederci bellissime/i, impareremo ad amarci e riservarci le giuste attenzioni verrà di conseguenza.

La Mucca Intellettuale

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s