Latte e biscotti con Francesco Simone

Latte e biscotti con Francesco Simone

Sto trascorrendo il weekend tra le montagne. Io, la mia dolce metà e la nostra soffice polpetta scodinzolante. Relax. Ma oggi ho un appuntamento telefonico! Non c’è ragione che tenga: quando il curvy trainer più amato d’Italia chiama, il Capybara Femminista risponde!

Francesco, un po’ trainer, un po’ poeta, chiama da Pisa. Ha un’oretta di pausa tra i mille appuntamenti che richiedono la sua competenza, e, grazie a non so quale colonna portante del femminismo, se la Pankhurst o la Bassi, ha deciso di dedicarla al Tucamingo. Non è la prima volta che parliamo, ma in vista dell’articolo, cominciamo dalle presentazioni.

Lavoro nel fitness da quindici anni, sono personal trainer da circa dieci e posso definirmi curvy trainer da un anno e mezzo, due anni circa. Al termine “curvy trainer” non associo solo le mie capacità tecniche, ma anche la mia attività mediatica; è un termine che descrive la mia mission professionale a cui lavoro attraverso la mia pagina “Francesco Simone Fitness Coach” e il mio progetto “In Forma Con Le Forme”. È cominciato tutto quando, durante la mia esperienza come allenatore, come sportivo e come uomo che si tiene in salute e frequenta le palestre, notai che qualcosa strideva con la mia sensibilità. Il discorso che rischiava di passare era: “Sei in sovrappeso, quindi sei malata. Quando sarai magra, sarai sana”. Io sono un operatore di salute, sono il primo a tenere conto dei check-up, delle analisi e dei valori del sangue. In certi casi sono il primo ad utilizzare la parola “dimagrire”, ma non dirò MAI: “Dimagrisci, perché sei brutta. Perché non rientri in un canone, non rispetti uno stereotipo”. Dal sentirmi ferito, mi sono chiesto cosa potessi fare. Volevo qualcosa di concreto, volevo cambiare la rotta e dimostrare che ci poteva essere un approccio diverso. E l’ho voluto fare non solo attraverso un programma tecnico, ma anche attraverso un percorso motivazionale. Volevo un programma completo, in cui fosse fondamentale la comunicazione: il Curvy Training. Ovviamente non sono solo curvy trainer! Se una nonnina mi chiede di farle recuperare una spalla dopo una brutta operazione, non mi tiro indietro! *ride divertito, ed io con lui*.

Immagino che per molte donne questa tua missione abbia un gran peso. Hai in mente un paio di episodi in cui ti è stata dimostrata gratitudine?

*Francesco ridacchia un po’ imbarazzato*. Mi viene un po’ difficile raccontare gli episodi in cui si parla di me in modo positivo. Detesto l’autoreferenza. Però, volendo rispondere in modo sincero alla tua domanda, non ti nascondo che i messaggi di stima sono quotidiani. Mi sono state scritte cose bellissime che mi hanno fatto piangere. Il gesto più eclatante è stato quello di una ragazza che si è tatuata dall’anca, fino al ginocchio, una poesia che io le scrissi e le dedicai per motivarla nel suo percorso di training.
(Vi allego la poesia di Francesco, che vale la pena di essere letta)
Adoro scendere dal letto, correre verso la finestra, spalancarla ed essere travolto dall’impeto di una giornata di sole.
Ecco il sorriso e’ proprio questo, travolgere di sole.
“Adoro essere sorpreso da un sorriso.
Chi sorride alla gente e’ qualcosa di superiore,
come superiore e’ il Sole.”

Immagino però che non sia tutto rose o fiori per te, soprattutto perché, come dicevi tu, nel tuo ambiente ci sono un po’ di pregiudizi. Sbaglio?

Sono contento che tu abbia toccato questo punto. Mi permetti di affrontare il tema a 360 gradi, perché la realtà è fatta anche di critiche. All’inizio, in effetti, percepivo un po’ di sarcasmo, c’era quell’atmosfera del “ma chi te lo fa fare?”. Ovviamente sono andato avanti, anche perché la cosa migliore è sempre FARE, e se ritieni che una strada sia quella giusta, la percorri, anche se sai che ci sarà sempre chi cercherà di rallentarti la corsa. Ora c’è stata un’evoluzione positiva. Molti colleghi mi fanno i complimenti soprattutto per il messaggio nuovo e sociale del mio progetto, che non parla solo di salute, ma anche di accettazione e di motivazione.

So che hai un particolare ideale di trainer, ti va di parlarne?

Certo. La mia idea di trainer è quella di un personaggio più completo, in un certo senso più umano. Quando mi chiesi cosa potevo fare per invertire la rotta nel mio ambiente, per far cambiare idea a quelli che pensavano che magrezza e salute fossero sinonimi, mi sono chiesto cosa sapessi, e, quindi, cosa potessi, fare. Oltre ad avere delle risorse nella formazione come personal trainer, scrivo anche poesie. È un potenziale emotivo che ho deciso di esprimere nel mio lavoro. Mi resi conto che la mia poesia poteva aiutare le mie clienti, non a tonificare i deltoidi, ovvio, ma stabiliva un canale empatico attraverso il quale potevano trovare la loro motivazione.

Parliamo più in generale. Cosa pensi dei modelli estetici che i media propongono?

Penso che la società proponga dei modelli, ma che siamo noi poi ad interiorizzarli. Per quanto qualcosa ci venga imposto, se noi abbiamo un buono spirito critico, saremo in grado di metabolizzarlo nel migliore dei modi. Se teniamo la mente aperta, allora nessuna istituzione e nessuna autorità potrà convincerci che la donna taglia 46 è grassa e va ghettizzata. Noi siamo i primi censori di ciò che ci viene proposto, per cui credo di più nell’agire sulla mente del singolo piuttosto che sui grossi canali che, diciamocelo, alla fine si preoccupano dei loro fini commerciali. Comunque sento che ci si sta muovendo verso una maggiore apertura. Ora parlare di curve non è più un tabù, anzi, il curvy sta quasi diventando un trend, con il rischio di far nascere una nuova etichetta. Mi auguro che non si arrivi a delle aberrazioni, che non passi l’idea di “viva la ciccia”. Ma questo, come dicevo, si può evitare facilmente tenendo attivo lo spirito critico. Ovviamente bisogna accettare tutti i tipi di bellezza, una bellezza che sento universale e svincolata da numeri e taglie, ma sempre associata alla salute.

Posso chiederti qual è la tua personale preferenza in fatto di canoni estetici?

Apprezzo le donne in carne. Mi piacciono. Riconosco che apprezzare il canone curvy mi abbia dato maggiore sensibilità su questo tema, il che è stata una forte leva per la mia campagna. Ho trovato assurdo e mi è pesato che in alcune interviste mi sia stato detto “ah, ma quindi dicendo questo, stai facendo coming out”. Il coming out è generalmente connesso a percorsi di vita tormentati, a tunnel emotivi da cui si fa fatica ad uscire, a volte per vergogna. Io non ho niente di cui vergognarmi, l’ho sempre detto che mi piacciono le donne formose. Mi è stato fatto notare che siccome sono alto, moro e personal trainer, allora non mi possono piacere le donne morbide. * Francesco ha un tono stizzito, e io, in quanto curvy, apprezzo che la questione lo tocchi così nel profondo * Dal momento che dici questa cosa, vuol dire che hai delle etichette sociali. Il problema allora è il tuo, non il mio.

Per finire, ti chiedo di lasciare un messaggio. In particolare ti chiedo di rivolgerti a quelle ragazze che hanno qualche chilo in più e si sentono insicure e a quegli uomini che vedono nella morbidezza della donna qualcosa di sbagliato.

Alle donne dico di volersi bene, e di farlo attraverso i piccoli gesti. Io vedo la vita come un mare. So che è un’immagine molto inflazionata, però mi piace l’idea per cui il mare sarebbe fatto di tante piccole gocce. Allo stesso modo ogni piccolo gesto è la goccia che va a formare il modo in cui ci vediamo, il bene che ci vogliamo. A quel tipo di uomo, ho poco da dire. A chi ha poca intelligenza non bisogna dire niente, ma bisogna far vedere come l’informazione ormai stia travolgendo l’ignoranza. Presto questa gente si troverà davanti uno tsunami di open mind e da sola si convincerà di quando piccola sia stata.

Il Capybara Femminista

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2 thoughts on “Latte e biscotti con Francesco Simone

  1. ognuno può avere i gusti che vuole: ci sono uomini a cui piacciono le donne morbide, uomini a cui non piacciono esteticamente , anche le donne hanno i loro gusti estetici in fatto di uomini, c’è a chi piacciono i palestrati, e a chi no, c’è a chi piacciono i magri e a chi no, io sono magrolino, per alcune donne il mio corpo non è attraente e lo accetto. L’importante è non offendere chi ha gusti diversi dai nostri. Io trovo attraente un corpo normopeso, snello oppure formoso ma non obeso, non sono attratto fisicamente da persone scheletriche o obese ma certo non le offendo chi lo è nè chi trova attraenti quei corpi.
    Magrezza non vuol dire se è eccessiva, essere sanamente snelli o normopeso è sicuramente meglio che non esserlo, così come non fumare è meglio ce fumare (questi diminuisce il rischio di ammalarsi ma non lo annulla, il rischio zero non esiste), l’obesità (che non è un lieve sovrappeso) è un fattore di rischio per la salute, e chi è obeso fa bene a cercare di dimagrire per la sua salute e in maniera sana come giustamente dice anche francesco

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  2. la bellezza non è una taglia e considerare grassa una taglia 46/48 è follia. Detto questo,ci sono corpi maschili e femminili per natura snelli non scheletrici e corpi in carne non obesi che sono più belli fisicamente di altri in linea di massima, ma tutti possono piacersi, piacere e nessuno va offeso. Il bullismo va combattuto sempre

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