We wish you a feminist Christmas

We wish you a feminist Christmas

img_0133Sì, lo so cosa state pensando. “Siamo già al 21, devo ancora prendere due pensierini per i figli dei vicini e dovrei stare a perder tempo dietro ai tuoi deliri? Ma non puoi aspettare dopo le Feste per essere politica? Ma non lo sai che a Natale siamo tuti più buoni?!” Ecco, io sto pensando la stessa cosa, perché è Natale anche per il Tucamingo, quindi no, non posso aspettare che finiscano le Feste per parlare di parità, perché il sessismo non va mai in vacanza.

Ripartiamo dai pensieri che ho riportato prima per vedere come, questo Natale, possiamo mettere sotto l’albero e sulla tavola un po’ di parità.

Il primo problema che ho presentato sono i regali. Iniziamo da qui. Poniamo che i figli dei vicini siano un maschio e una femmina, rispettivamente di sette e dieci anni, cosa porterà Babbo Natale? Visto che difficilmente, tra i lettori e le lettrici, ci sarà qualcuno o qualcuna che lo sta aspettando davvero, non si scandalizzerà nessuno/a se mi permetto di parlare direttamente a voi, che svolgerete il compito di Babbo Natale e dovrete scegliere con coscienza qualcosa che valga la pena di scartare.

Ma come si fa a decidere?

Da ex bambina posso confermare che i regali preferiti sono sempre i giocattoli, da attivista femminista e aspirante psicologa sono convinta che siano il modo migliore per trasmettere un’educazione che guardi alla parità. Girando per i negozi di giocattoli, non è difficile trovarli esposti ed ordinati divisi per genere: aspirapolvere, ferri da stiro e lavatrici rosa da una parte; macchinine, costruzioni e supereroi di qualsiasi altro colore, ma, per carità, NON rosa, dall’altra. Basta uno sguardo rapido a come vanno le cose per capire quali giocattoli sono indirizzati a quale genere, come un obbligo.

Come se ne esce?

Una buona idea è sicuramente invertire le parti: un bimbo di sette anni ha tutto il diritto di sviluppare, divertendosi, un’autonomia in ambito domestico, così come la sorella di dieci dovrebbe potersi interessare ai motori e a come salvare il mondo. “Certo -penserete- ma se io porto una Barbie a mio nipote per Natale me la tira dietro”. Questo può aiutarci ad introdurre il mio secondo consiglio: iniziate, fin da quando sono piccolissimi/e, a lasciarli/e scegliere da soli e da sole. In questo modo è probabile che le loro scelte non rispecchieranno la suddivisione che operiamo noi di solito. Se iniziamo da subito a non indirizzare i gusti, avremo bambini e bambine con la mente più aperta (quindi che contempla più opzioni, quindi che funziona meglio) e, soprattutto, più liberi e libere. Un ultimo criterio che può guidarvi mentre pensate a cosa portare ai vostri bambini e alle vostre bambine è quello di selezionare quei giocattoli che non sono stati pensati per nessuno in particolare. Ci sono, con un po’ di pazienza li troverete!

Risolto il problema dei regali, resta il problema del “siamo tuti più buoni”.

In che senso? Nel senso che volete voi. Mi piacerebbe che, a partire da quest’anno, ci impegnassimo tutti a declinare questa espressione in chiave femminista, rendendola, quindi, un invito a trattarci più da pari. Si può partire da cose meno eclatanti come sforzarci di cambiare il nostro linguaggio o trattenere, riconoscendoli come sbagliati, alcuni giudizi negativi e superficiali che non abbiamo in alcun modo il diritto di dare; oppure si può fare gesti più pratici per essere più inclusivi, come esprimere apertamente il nostro disappunto di fronte ad una manifestazione di sessismo o mostrare un sostegno concreto a chi di solito sta ai margini e di cui ci si dimentica facilmente e potete farlo nei modi che vi risultano più semplici. (Un esempio? Probabilmente alla prostituta che vedete ogni sabato sera quando uscite manca un paio di guanti e a voi, invece, avanza). Chiunque può fare qualcosa per esprimere un desiderio di parità ed affermare che considera tutte le altre persone umane esattamente quanto se stesso o se stessa e quello natalizio è sicuramente un clima adatto per provarci.

Invitandovi tutt* a provare a trascorrere un Natale più alla pari, Il Tucamingo vi augura Buone Feste.

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