Da grande sarò Tina Anselmi

Da grande sarò Tina Anselmi

img_0135Un personaggio curioso e che sicuramente vale la pena di ricordare: partigiana, democristiana, insegnante, sindacalista, donna.

Ma andiamo con ordine.

L’attivismo di Tina Anselmi inizia quando è ancora giovanissima e viene costretta dai nazifascisti ad assistere all’esecuzione di alcuni prigionieri: in quel momento decide di prendere parte alla Resistenza e alla politica del Paese, iscrivendosi alla Democrazia Cristiana.

Dopo la fine della guerra, completa gli studi laureandosi in Lettere a Milano, all’Università Cattolica, ma senza mai fermare l’attività iniziata da partigiana. Diventata insegnante, infatti, entra a far parte di diversi gruppi sindacali, che arriverà anche a dirigere, come farà nelle altre associazioni attiviste: tra i principali ruoli di comando e di guida da lei ricoperti, non si può fare a meno di ricordare quelli di membro del Comitato Direttivo dell’Unione Europea Femminile e, successivamente, di Vicepresidente dello stesso gruppo.

L’avanzata di Tina Anselmi nel panorama politico postfascista è sempre più inarrestabile.

Per citare solo alcune delle sue partecipazioni: da Incaricata dei Giovani della DC, diventa Parlamentare dalla V alla X legislatura, membro delle Commissioni Lavoro e Previdenza Sociale, Igiene e Sanità, Affari sociali, occupandosi dei problemi della famiglia e della donna e, se ancora qualcuna/o non si fosse convinta/o di quanto è stata idolo, vi ricordo che è suo il merito della Legge sulle Pari Opportunità.

Come se tutto questo non bastasse per fare di lei una delle migliori donne della nostra storia, Tina Anselmi ha anche il merito di essere stata la prima MinistrA della Repubblica.

Lo so, è fantastica.

Ed ecco il motivo principale per cui vi parlo di lei: Ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale prima e della Sanità poi, è stata in grado di aprirci anche questa porta.
Tina Anselmi ha sfondato il glass ceiling e ha dimostrato a tutti che una donna in politica ci può e ci deve stare perché ha le stesse capacità e la stessa passione dei suoi colleghi uomini.

Grazie.

La Mucca Intellettuale

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