Da grande sarò Ana Mendieta

Da grande sarò Ana Mendieta

La vita di Ana Mendieta è incrostata di dolore e di passione. Una sofferenza che raggiunge l’apice della depressione e un sentimento che sfocia in un potente attivismo.

Mendieta nasce a L’Avana (Cuba) nel 1948, ma è destinata a lasciare la sua patria a soli tredici anni: nel 1961 lei e la sorella, incluse nel programma di protezione dei bambini cubani all’indomani della rivoluzione castrica, vengono sradicate dalle loro case e portate negli Stati Uniti. Ana inizia così il suo pellegrinaggio da un campo di rifugiati ad un orfanotrofio. Un percorso, questo, che la porterà ad una profonda depressione.

La formazione e la produzione artistica di Ana si inseriscono nel turbolento panorama degli anni ’70, (il che la rende controversa e affascinante come poche). All’università dell’Iowa, si avvicina al movimento delle donne di cui coglie la lotta per la rappresentazione e la voglia di libertà; a Cuba invece, in cui torna diciotto anni dopo il suo esilio, sviluppa legami con la ricca tradizione Afro-cubana. Le opere di Ana sono terra, sangue, corpo e cenere. Composizioni per lo più temporanee, incastonate nell’ambiente naturale, create per sconvolgere lo spettatore e poi sparire.

Tutto il suo lavoro fu sempre la conseguenza a qualche situazione in cui si vide coinvolta. Per questo motivo, quando Sarah Ann Otten, sua collega universitaria, venne stuprata e poi assassinata, Ana non stette con le mani in mano. Realizzò, invece, un’agghiacciante composizione fotografica in cui il suo stesso corpo appare nella penombra, riverso sopra di un tavolo e con le braccia legate. Rivoli di sangue scendono dalle natiche e scivolano sui polpacci, giù, fino alle caviglie.
Con quest’opera Ana denuncia la condizione della vittima, di cui arriva a vestire i panni. La vulnerabilità, l’impotenza, espresse dal sangue e dal corpo senza forze. La violenza, la foga, espresse dalla scura ombra che taglia la scena.

Il suo spirito di denuncia, la sua tenacia, la sua creatività dovrebbero essere esempio per tutte e per tutti. La Mendieta, infatti, si schierò sempre con forza contro le ingiustizie e la disparità e la sua arte ebbe allora, come oggi, importanti implicazioni per tutte le donne.

Il Capybara Femminista

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